Modena, Lega nord: il direttivo si dimette
Possibile commissariamento dopo il passo indietro di sette esponenti
MODENA. Bufera nella Lega nord modenese. All’ultimo incontro del direttivo provinciale, infatti, sette componenti del direttivo provinciale hanno rassegnato le dimissioni in massa. Un chiaro gesto in opposizione al segretario Giuseppe Bettuzzi, più che una guerra tra correnti: un gesto da cui ora potrebbe derivare il commissariamento. Una situazione, quella interna alla Lega, che, nonostante i vertici abbiano cercato di gestire con il massimo riserbo, è già trapelata tra i militanti del Carroccio. Tra i fedelissimi e i simpatizzanti regna un clima che non si può certo definire tranquillo e c’è molta preoccupazione per la possibilità che arrivi un commissario. A seconda di chi verrà scelto per traghettare il Carroccio modenese fuori dall’impasse, potrebbe essere messo in discussione gli equilibri di un partito già da tempo in cerca d’autore a Modena, ma anche in provincia.
I “dissidenti” del direttivo provinciale le cui dimissioni sarebbero sufficienti a fare cadere il segretario sono esponenti di spicco del partito, protagonisti di più stagioni della Lega: l’ex segretario provinciale Riad Ghelfi; l’ex candidato alle regionali Denis Zavatti, responsabile del tesseramento per l’Emilia, l’avvocato Mario Enrico Rossi Barattini, già candidato a sindaco durante le ultime amministrative a Novi dove, attualmente, siede tra i banchi del Consiglio comunale; Eleonora Cini, di Spilamberto; il modenese Paolo Marschek, già revisore dei conti del partito; Tiziano Santi, di Pavullo e Claudio Manni. Nomi importanti, la cui scelta ha un fortissimo peso specifico che sta suscitando non poche discussioni all’interno del partito.
Alla base della scelta dei sette non sembra ci siano divisioni legate a correnti nazionali, tra chi sostiene apertamente il leader del Carroccio, Matteo Salvini, e chi, invece, esprimerebbe volentieri una scelta alternativa ai vertici. Ci sarebbe, invece, una volontà di rinnovare la guida del partito a livello locale per favorirne il rilancio.
Tutti temi che provocheranno di certo fortissime perplessità tra iscritti e fiancheggiatori.
Così come ne hanno provocate le strategie adottate nelle singole realtà dove operano alcuni di questi esponenti. Come, ad esempio, Mario Enrico Rossi Barattini al quale viene contestato, anche da componenti interni al partito, una mancata alleanza con la lista civica “Noi”, che ha riportato una vittoria storica alle ultime amministrative novesi. Una strategia che potrebbe essere premiante per creare un fronte più largo contro il Pd, finito all’opposizione dopo le ultime elezioni.
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