Gazzetta di Modena

Modena

Comparto Morane, Italia Nostra: il progetto si può fermare

Comparto Morane, Italia Nostra: il progetto si può fermare

Secondo l’associazione Italia Nostra Modena il Comune può recedere dall’accordo coi privati bloccando la costruzione di 550 alloggi senza spendere un euro. I comitati: Isela pellacani, promotrirce della petizione: «Con la biciclettata la città ha mandato un segnale chiaro alla giunta»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. «La risposta che ha avuto la giunta è chiara: la cittadinanza è contraria a questo progetto, quindi credo che dovrebbero rifletterci un po’…». A ribadirlo, dopo la biciclettata che giovedì sera ha coinvolto un migliaio di persone, arrivate a Vaciglio per dire “no” all’edificazione di 550 nuove case tra via Morane e la tangenziale, è Isella Pellacani, una dei promotori della raccolta firma cartacea che dieci giorni fa è stata depositata in Comune con 700 sottoscrizioni, mentre quella online, ancora aperta, viaggia verso quota 4mila. «Il segnale arrivato giovedì è chiaro - riprende la rappresentante del comitato - e credo sia venuto il momento di ascoltare i cittadini che non vogliono vedere l’ennesima area verde distrutta per edificare 28 palazzine».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.15893186:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2017/09/24/news/come-nasce-un-accordo-irrevocabile-1.15893186]]

Intanto anche Italia Nostra Modena interviene affermando: «Se ce ne fossero le condizioni (illegittimità della deliberazione al riguardo che per altro il Comitato tra i residenti allora fece valere con il ricorso al Tar, ancora pendente) il Comune non dovrebbe sborsare un solo euro, nessun diritto può fondarsi su un provvedimento illegittimo. Comprendiamo che riesce difficile ai nostri amministratori riconoscere la illegittimità del Pua approvato dalla omogenea giunta nel trascorso mandato. Ma la legge sul procedimento amministrativo mette a disposizione del Comune lo strumento della revoca anche per nuova valutazione dell’interesse pubblico originario (art. 21 quinquies legge 241/1990) e al privato che la subisce è riconosciuto il mero indennizzo pari alle spese, documentate, affrontate nel giustificato affidamento sulla praticabilità della operazione. Non ha quindi alcun fondamento l’avventato allarme lanciato (per spaventare e far tacere) dal Capogruppo Dem sulla insostenibilità economica per le casse civiche, e infine per la stessa comunità, di un risarcimento da lui valutato in oltre trenta milioni di euro».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.15889149:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2017/09/22/news/morane-vaciglio-550-alloggi-inevitabili-1.15889149]]


Tornando alla protesta dei cittadini tra le questioni più sentite dai residenti c’è sempre quella della viabilità, perché quello tra la via Morane e Vaciglio resta uno dei punti più critici della rete viaria cittadina: «Le strade sono sempre intasate - spiega ancora Isella Pellacani - sia che si arrivi da via Vaciglio in direzione Vignolese, sia per chi percorre la via Morane, mentre le vie laterali sono piene di automobilisti che cercano vie di fuga». «Chi ha qualche dubbio - invita - si faccia un giro da queste parti e provi a pensare a cosa potrebbe succedere quando saranno realizzati 550 nuovi alloggi, sempre che non diventino più di 800: come farà la gente ad andare a lavorare? Sarà una situazione totalmente invivibile: anche per questo chiediamo alla giunta di ascoltare i cittadini e di fermare quel progetto».

E mentre si attende la conferenza stampa del sindaco Muzzarelli e dell’assessore Vandelli prevista per martedì - il sindaco dovrà anche chiarire se i 315 appartamenti Peep potenzialmente edificabili oltre ai 550, portando così il “monte alloggi” a 865, saranno realizzati oppure no - a intervenire sulla questione è anche il suo predecessore Giorgio Pighi: è proprio durante il suo secondo mandato che il piano particolareggiato di Vaciglio (poi modificato dalla giunta attuale) fu approvato.

L’ex sindaco fa quindi notare che «è il piano regolatore del 1989 a considerare il terreno vergine in questione come edificabile: si tratta di terreno agricolo solo sul piano empirico. Superate le aree F, quelle non urbanizzate ma urbanizzabili per attrezzature generali, eventi o attività, bisogna decidere comunque se lasciare tutto com’è o meno».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google