Apre il museo “Mut”, dove l’arte si fa largo tra le ceramiche
Fiorano. La Mutina ha inaugurato nei suoi stabilimenti uno spazio espositivo dedicato alle opere contemporanee
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FIORANO. «L’arte contemporanea - spiega Massimo Orsini, amministratore delegato della ceramica Mutina spa - è per me un luogo in cui mi sento a mio agio, dove respiro, un luogo che mi porta a conoscerne altri in un percorso ideale fatto di personali letture sul presente. Da dodici anni lavoriamo con i designer e ora abbiamo deciso di dedicarci anche all’arte contemporanea, attraverso il progetto “Mutina for art” io del resto sono un appassionato di fotografia e di cinema». Chi pensa ancora oggi che le imprese ceramiche del comparto sassolese siano “solo” fabbriche deve ricredersi: già da anni alcune riflettono sulla propria storia attraverso la predisposizione di archivi e di musei aziendali. Ma Mutina da ieri ha fatto qualcosa in più, non solo ha inaugurato un nuovo showroom con cinque nuove collezioni di piastrelle affidate a designer internazionali, ma ha anche dato vita a un nuovo spazio espositivo - si chiama “Mut” - dedicato all’arte contemporanea.
Il progetto artistico è stato affidato a Sarah Cosulich, uno dei più noti critici d’arte italiani che ha diretto anche per cinque anni la fiera d’arte contemporanea Artissima di Torino. E non solo, oltre agli spazi espositivi c’è anche un lungo programma dedicato a talk - si chiama “Dialogue” - oltre al “This is not a prize”, un premio assegnato annualmente. Fino a sabato l’azienda fioranese presenta “Mutina Unveils”, cinque nuove collezioni, disegnate da designer di gran nome come Ronan & Erwan Bouroullec, Raw Edges e Patricia Urquiola, allestite nella sede disegnata negli anni ’70 dall’architetto Angelo Mangiarotti. “Cover”, la collezione della Arquiola, ad esempio, gioca con matericità e geometrie e queste novità si fondono con gli ampi spazi oggi dedicati appunto all’arte contemporanea.
«La prima mostra che abbiamo ideato - spiega la curatrice Sarah Cosulich - si intitola “Think of This as a Window” e prosegue fino a febbraio. È un progetto ambizioso dove si rispettano le opere e gli artisti in dialogo con la storia di questa ceramica. Partiamo con le opere di Orsini, che è collezionista oltre che imprenditore». Gli spazi espositivi sono suddivisi in tre grandi saloni, dove trovano spazio opere che hanno per tema il ritratto, il processo della costruzione artistica e il paesaggio. «L’esposizione - conclude la curatrice - si sviluppa nelle sale che sono capitoli di un viaggio immaginario in tre generi fondamentali della tradizione storico artistica. In tutto i lavori sono una ventina, con alcuni dei maggiori protagonisti dell’arte contemporanea che rivelano i diversi approcci al tempo. Eterno, simbolico, astratto, controllato, primordiale».
Espongono Etel Adnan, Vincenzo Agnetti, Giorgio Andreotta Calò, Tacita Dean, Fischli / Weiss, Ceal Floyer, Francesco Gennari, Felix Gonzalez-Torres, On Kawara, Renato Leotta, Sherrie Levine, Marisa Merz, Cindy Sherman, Ettore Spalletti, Hiroshi Sugimoto, Wolfgang Tillmans, Goran Trbuljak, Franco Vimercati, Franz Erhard Walther, Cerith Wyn Evans.
Stefano Luppi
Il progetto artistico è stato affidato a Sarah Cosulich, uno dei più noti critici d’arte italiani che ha diretto anche per cinque anni la fiera d’arte contemporanea Artissima di Torino. E non solo, oltre agli spazi espositivi c’è anche un lungo programma dedicato a talk - si chiama “Dialogue” - oltre al “This is not a prize”, un premio assegnato annualmente. Fino a sabato l’azienda fioranese presenta “Mutina Unveils”, cinque nuove collezioni, disegnate da designer di gran nome come Ronan & Erwan Bouroullec, Raw Edges e Patricia Urquiola, allestite nella sede disegnata negli anni ’70 dall’architetto Angelo Mangiarotti. “Cover”, la collezione della Arquiola, ad esempio, gioca con matericità e geometrie e queste novità si fondono con gli ampi spazi oggi dedicati appunto all’arte contemporanea.
«La prima mostra che abbiamo ideato - spiega la curatrice Sarah Cosulich - si intitola “Think of This as a Window” e prosegue fino a febbraio. È un progetto ambizioso dove si rispettano le opere e gli artisti in dialogo con la storia di questa ceramica. Partiamo con le opere di Orsini, che è collezionista oltre che imprenditore». Gli spazi espositivi sono suddivisi in tre grandi saloni, dove trovano spazio opere che hanno per tema il ritratto, il processo della costruzione artistica e il paesaggio. «L’esposizione - conclude la curatrice - si sviluppa nelle sale che sono capitoli di un viaggio immaginario in tre generi fondamentali della tradizione storico artistica. In tutto i lavori sono una ventina, con alcuni dei maggiori protagonisti dell’arte contemporanea che rivelano i diversi approcci al tempo. Eterno, simbolico, astratto, controllato, primordiale».
Espongono Etel Adnan, Vincenzo Agnetti, Giorgio Andreotta Calò, Tacita Dean, Fischli / Weiss, Ceal Floyer, Francesco Gennari, Felix Gonzalez-Torres, On Kawara, Renato Leotta, Sherrie Levine, Marisa Merz, Cindy Sherman, Ettore Spalletti, Hiroshi Sugimoto, Wolfgang Tillmans, Goran Trbuljak, Franco Vimercati, Franz Erhard Walther, Cerith Wyn Evans.
Stefano Luppi
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