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Malattie sessualmente trasmissibili: tanti casi, poca prevenzione

di Anna Maria Artioli
Malattie sessualmente trasmissibili: tanti casi, poca prevenzione

Il professor Coppini del Policlinico di Modena: «Maggiore incidenza tra i 20 e i 40 anni. Servono informazione e prevenzione»

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MODENA. Malattie sessualmente trasmissibili. Se ne parla probabilmente poco, eccezion fatta per l’Aids, (ma anche qui solitamente in occasione della giornata mondiale della lotta all’Aids); ma il fenomeno esiste e un po’ di prevenzione in più potrebbe aiutare a ridurre il problema. Ne abbiamo parlato con chi è in prima linea in questo settore. All'ingresso 16 del Policlinico si trova l'Ambulatorio della Malattie Sessualmente trasmissibili: è qui che si può controllare la propria salute, in relazione alle “Mst” come vengono riassunte con un’abbreviazione, e trovare la cura.

Il professor Giovanni Pellacani, direttore della clinica, spiega che: «La prima cosa da dire è che le MST storicamente ricadono sotto Dermatologia perché molte presentano manifestazioni cutanee, così che il nome completo della disciplina è “Dermatologia e Venereologia”. Oggi però si lavora molto con altre discipline perché alle Malattie Sessuali “tradizionali” si sono aggiunte quelle a carattere virale, tra cui epatiti e HIV, ragion per cui la collaborazione con Malattie Infettive è necessaria per una migliore assistenza al paziente. In questo senso a Modena eccelliamo nello strutturare di percorsi congiunti».

Maurizio Coppini, tutor degli specializzandi che si alternano presso l'ambulatorio, sottolinea che tra queste collaborazioni «La prima, eccellente, è con la professoressa Mussini di Malattie Infettive, altro ambulatorio ad accesso diretto. - spiega - Ancora, ci sono quelle con ginecologie e consultori, e la collaborazione con Chirurgia Proctologica a Sassuolo, diretta da Roberto Dino Villani, e con il professor Farinetti del Policlinico. Inoltre, i nostri pazienti possono ritirare direttamente nella farmacia interna dell'ospedale quei farmaci in fascia A necessari a curare le loro MST». A Modena si trova uno dei due soli centri sulle Malattie Sessualmente trasmissibili presenti in regione.

IDENTIKIT. Ma chi sono i pazienti in cura? «La fascia più numerosa è quella di persone tra i 20 e i 40 anni di età; tra i 40 e i 60 c'è un lieve decremento, ma comunque una buona incidenza. - spiega il professor Coppini - Capita comunque che vediamo anche settantenni. Allo stesso modo vengono anche giovani sui 16 anni. Normalmente se ne vedono pochissimi: per fortuna è iniziato a entrare nelle abitudini sessuali l'uso del profilattico, e la maggioranza di loro viene solo per i controlli».

Si registra un incremento di pazienti stranieri: «Ciò è positivo - aggiunge Coppini - perché evidentemente il nostro ambulatorio e l'azienda Policlinico hanno la capacità di attrarre pazienti con queste patologie anche provenienti da paesi con mentalità molto diverse; ad esempio, l'ospedale offre la possibilità di richiedere mediatori culturali».

PIÙ UOMINI. La percentuale dei pazienti in base al sesso vede il 60% composto da uomini e il 40% da donne. «Molte patologie dell'apparato genitale femminile a trasmissione sessuale tendono a essere seguite dal ginecologo di fiducia» aggiunge Coppini.

Infine, parlando della presenza di membri LGBT+ tra gli utenti, Coppini illustra come sia in atto una proficua collaborazione con Arcigay e il presidente Alberto Bignardi. A questo proposito è in aumento il numero di pazienti gay particolarmente attenti alla propria salute, grazie anche alla sensibilizzazione.

LE MALATTIE. Quanto alle malattie: HIV a parte, sifilide, gonorrea, uretriti da clamidia e infezione da papilloma virus sono le più diffuse; così anche la scabbia che - sebbene non sia tecnicamente una malattia sessuale viene trasmessa in modo analogo, ed è l'unica patologia da cui il profilattico non protegga del tutto, in quanto parassitosi generalizzata. Il consiglio che arriva dal professor Coppini è di sottoporsi ai controlli preventivi, quando si pensa di aver tenuto dei comportamenti cosiddetti “a rischio”: in particolare in caso di rapporti non protetti (da controllare specie se avuti con più partner), la pratica del turismo sessuale. Quanto alle ragazze va detto che molte credono i contraccettivi orali evitino i contagi. Non è così.

LA VERGOGNA. Il grande scoglio nella prevenzione e nella cura immediata di queste malattie è costituito dal timore e dalla vergogna di essere riconosciuti. «A questo si ovvia con una serie di precauzioni pro-privacy. - spiega Coppini - poi specie nei giovani vive quel senso di invincibilità; capita che i ragazzi pensino che, se la ragazza usa la pillola, il profilattico non serva a coprirsi dal rischio di malattie trasmissibili. Ancora, mancano sensibilizzazione e la giusta educazione. Nel nostro paese i più giovani e le più giovani spesso imparano da internet, o dai coetanei, e non sempre sono informazioni corrette. Dovrebbe esserci una maggiore educazione sessuale nella famiglia e nelle scuole, dove ritengo ci sia ancora poca predisposizione a parlarne; noi andiamo in quelle scuole sporadiche che ci invitano, ma ciò non è standardizzato, e comunque parliamo solo alle quarte e alle quinte, ma il pericolo c’è anche prima. A questo proposito faccio un invito finale: usate sempre il profilattico soprattutto per i giovani, se non si conosce l’altra persona».
 

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