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Modena, Ricorso al Presidente: stop ai 550 alloggi a Vaciglio

di Luca Gardinale
Modena, Ricorso al Presidente: stop ai 550 alloggi a Vaciglio

Dal Poc scaduto alla variante in contrasto con il Psc: i contenuti del documento del 2015 per avere l’annullamento del piano 

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MODENA. Dal Poc scaduto e mai rinnovato, e quindi di fatto inesistente, alla variante in contrasto con il Psc. Sono le motivazioni che stanno alla base del ricorso straordinario al presidente della Repubblica presentato due anni e mezzo fa dal comitato dei residenti per chiedere l’annullamento del piano particolareggiato per la costruzione dei 550 (più altri 315 di Peep) alloggi previsti nell’area di Vaciglio compresa tra via Morane e la tangenziale.

Una questione ancora aperta, tanto che proprio in questi giorni i cittadini che si oppongono al progetto hanno sollecitato la presidenza della Repubblica a riprendere in mano il fascicolo. Ma cosa c’è alla base del ricorso? In sostanza, i punti chiave del documento datato aprile 2015 sono due. Per prima cosa, il comitato ricorda che il Poc, il Piano operativo comunale, oggi è scaduto: «Gli strumenti di pianificazione urbanistica generale del Comune di Modena - si legge nel ricorso - sono tre, ovvero il Piano strutturale comunale, il Piano operativo comunale e il Regolamento urbanistico edilizio. Questi strumenti non sono stati formati come tali originalmente, ma sono stati ricavati dalla conversione del previgente piano regolatore (il cosiddetto “spacchettamento”) in virtù della facoltà concessa dalla legge regionale, a condizione che non fossero apportate modifiche sostanziali alle previsioni già contenute nel piano vigente. Relativamente all’area di Vaciglio - si legge ancora - nel giugno 2011 fu stipulato fra Comune di Modena e proprietari un formale accordo per sostituire la destinazione ad attrezzature generali con quella residenziale, per realizzarvi complessivamente 848 nuove abitazioni. In recepimento di tale accordo, fra il 2012 e il 2013 fu adottata una variante al Poc che convertiva oltre due terzi della zona dalla destinazione ad attrezzature generali (zona F) alla destinazione residenziale, con l’attribuzione di una capacità insediativa di 550 abitazioni. La destinazione ad attrezzature generali permaneva invece sul terzo restante, che l’accordo del 2011 assegnava all’attuazione di un Peep di 315 abitazioni. Successivamente, nel novembre 2014, è stato approvato il piano particolareggiato di attuazione del nuovo insediamento residenziale».

Il ricorso chiede così l’annullamento del piano perché «il Poc è inesistente, dal momento che è stato lasciato scadere (la durata è quinquennale) e non rinnovato». Secondo l’articolo 30 della legge regionale 20/2000, infatti, «trascorso tale periodo, cessano di avere efficacia le previsioni del Poc non attuate, sia quelle che conferiscono diritti edificatori, sia quelle che comportano l’apposizione di vincoli preordinati all’esproprio». Nel ricorso si fa quindi notare che «questa variante ad un Poc scaduto dal 2008, mai rinnovato e dunque inesistente, è inesistente anch’essa, e pertanto l’area di via Morane-Vaciglio mantiene tuttora la sua originaria destinazione ad attrezzature generali. Il piano particolareggiato che vi dispone un insediamento residenziale è quindi illegittimo». Il secondo punto sostiene invece che la variante al Poc sia in contrasto con il Psc: «Secondo la legge urbanistica regionale 20/2000 - si legge ancora - il Poc è predisposto in conformità alle previsioni del Psc e non può modificarne i contenuti. La variante al Poc del 2013 non poteva pertanto classificare come residenziale una zona che il Psc destina ad attrezzature generali. E non c’è dubbio alcuno che il Psc destini tuttora l’area di via Morane-Vaciglio ad attrezzature generali, nonostante il fatto inspiegabile che nella cartografia del Psc prodotta nel 2003 dallo spacchettamento molte delle zone originariamente destinate dal piano regolatore ad attrezzature generali, compresa quella di via Morane-Vaciglio, appaiano contrassegnate come “Aree di espansione residenziale e miste”. Di questa modificazione estremamente rilevante, che rispetto al piano regolatore avrebbe aggiunto edificabilità per ulteriori cinque o seimila abitazioni, non compare traccia nella relazione illustrativa di accompagnamento dello spacchettamento, né vi fu fatto minimo cenno in sede di adozione e di approvazione in Consiglio comunale».
 

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