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CAMIONISTA prende in giro i VIGILI 

«Sono il Mullah Omar» A processo dopo 4 anni

«Sono il Mullah Omar» A processo dopo 4 anni

Aveva appena avuto un incidente col camion che guidava, dalla cisterna usciva olio, faceva caldo e il traffico era fermo. Così quando la polizia municipale gli ha chiesto i documenti mentre stava...

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Aveva appena avuto un incidente col camion che guidava, dalla cisterna usciva olio, faceva caldo e il traffico era fermo. Così quando la polizia municipale gli ha chiesto i documenti mentre stava salendo in cabina, si è rifiutato di dare le generalità. E di fronte all’insistenza degli agenti che avevano preso seriamente la faccenda, ha detto: «Sono il mullah Omar». Il riferimento sarcastico al capo carismatico dei talebani gli è costato un processo che ieri è entrato nel vivo con la testimonianza di uno dei due agenti della polizia municipale.

Imputato per resistenza a pubblico ufficiale è un autista di camion siciliano di 43 anni. Nell’agosto 2013, in una giornata torrida, avviene l’incidente alla rampa della tangenziale. Gli animi si surriscaldano. Ci sono altre due persone coinvolte e un testimone. Arrivano i vigili. L’autista scende dal camion che sta avendo una perdita: una quantità ingente di olio si riversa sull’asfalto. Come ha raccontato ieri il vigile chiamato a testimoniare, l’autista è preoccupato e capisce che deve spostare subito il camion dalla rampa per evitare il peggio e per evitare anche la chiamata di un carroattrezzi speciale. Mentre sale sul camion, i vigili gli chiedono cosa vuole fare. Spiega l’intenzione di spostare il mezzo. I vigili gli chiedono come si chiama, di mostrare i documenti ma si rifiuta e li ignora. I vigili tornano alla carica e chiedono ancora che mostri subito i documenti e declini le generalità. Ma l’autista ha una reazione seccata.

«Volete sapere chi sono? Il Mullah Omar!», dice mostrando sprezzo per la richiesta dei due pubblici ufficiali. E poi, stando ai racconti emersi, prende una ciabatta e finge di tirarla. Proprio come aveva fatto un contestatore iracheno contro Bush. Gli agenti lo riescono a identificare grazie a una foto e alla testimonianza di un passante e gli danno cinque giorni per presentarsi al comando e dare i documenti. Ma non si presenta. Verrà alla seconda chiamata. Ma a questo punto scatta la denuncia che lo porterà al processo.

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