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Accusato del furto di un macchinario ma la firma non è sua
PAVULLO. È finito a processo per approprazione indebita aggravata, accusato di aver noleggiato e poi fatto sparire un macchinario multiuso, un Manitu per la precisione. Ma l’imprenditore pavullese,...
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PAVULLO. È finito a processo per approprazione indebita aggravata, accusato di aver noleggiato e poi fatto sparire un macchinario multiuso, un Manitu per la precisione. Ma l’imprenditore pavullese, difeso dall’avvocato Gianpaolo Verna, continua a professarsi innocente ed è venuto a conoscenza dell’imputazione soltanto per la citazione del tribunale a Verona dove la macchina è di fatto sparita. Ma ieri c’è stato un primo colpo di scena. È infatti stato ascoltato il titolare della società di noleggio che su sollecitazione dell’avvocato Verna non ha riconosciuto l’imprenditore pavullese: “mai visto”, ha sostanzialmente detto. È stato così chiesto al pubblico ministero di mostrare il contratto di affitto del macchinario ed ecco la seconda novità di giornata: l’imputato ha infatti disconosciuto la propria firma sul documento. In sostanza, questa è l’ipotesi, qualcuno ha clonato il timbro della sua azienda, apponendo una firma al contratto. Per questo motivo il giudice ha disposto una perizia sugli incartamenti, sarà quindi fatta un’analisi sulla scrittura del frignanese e poi confrontata con quella apposta sul foglio di noleggio. Ma la sensazione è che si vada verso un’assoluzione completa.
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