Furti, botte e minacce I bulli finiscono nei guai
di Valentina Corsini
Mirandola. Aggrediscono un negoziante e per sfida chiamano i carabinieri Tornano di sera e lo minacciano con coltello e martello: la polizia li intercetta
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MIRANDOLA. Una banda di ragazzini, residenti in paese ma originari della Campania, in cui vige la legge del più forte, quella del branco. Un gruppo di sette adolescenti che con spavalderia ed arroganza ha preso di mira da mesi il Mercatone Angel di via Galilei.
L’ultimo episodio si è verificato lunedì pomeriggio quando, con il solito fare e a volto scoperto, sono entrati nell’emporio a gestione cinese per rubare, e poi prendere a botte un dipendente. Non paghi, sono tornati alcune ore dopo davanti al negozio dove, con aria “da duri”, brandivano addirittura un martello e un coltello.
«Quei sette sono arrivati in bici intorno alle 17,20 e li abbiamo sorpresi a rubare qualche accendino ed altra merce - spiega Marco Hu, il dipendente 26enne che si trovava in negozio con due colleghi - li abbiamo bloccati e uno di loro mi ha assalito dandomi un pugno in testa e una spinta. Allora gli ho detto: “O paghi o chiamo i carabinieri”. Lui è uscito con gli altri e, dopo aver fatto il gesto di tagliarci la gola, ha risposto: “Chiamali pure, tanto non ho paura”. Il colmo è che sono stati proprio quei ragazzi a chiamarli. Infatti poco dopo è arrivato un militare a cui hanno raccontato la loro versione e io la mia. Lui mi ha consigliato di fare denuncia e la farei se servisse... Perché almeno tre volte al mese, da tempo, quei ragazzi vengono a rubare così come nel negozio che abbiamo in via Toti. Sono tutti di Mirandola, anche se hanno l’accento napoletano».
Poi l’epilogo: i bulli, infatti, dopo essersene andati sono ritornati alle 20 come conferma il dipendente: «Quattro di loro sono arrivati qui davanti: uno ha tirato fuori un martello e un altro un coltello. Allora abbiamo subito chiamato la polizia, ma quando è arrivata i ragazzi erano già fuggiti». Attraverso le immagini, però, gli agenti del commissariato sono risaliti ad uno di loro: è il15enne che impugnava il coltello. Ha ammesso le proprie responsabilità e indicato alla polizia dove avesse nascosto l’arma ossia nei pressi di un cantiere. È stato segnalato alla procura dei minori di Bologna.
L’ultimo episodio si è verificato lunedì pomeriggio quando, con il solito fare e a volto scoperto, sono entrati nell’emporio a gestione cinese per rubare, e poi prendere a botte un dipendente. Non paghi, sono tornati alcune ore dopo davanti al negozio dove, con aria “da duri”, brandivano addirittura un martello e un coltello.
«Quei sette sono arrivati in bici intorno alle 17,20 e li abbiamo sorpresi a rubare qualche accendino ed altra merce - spiega Marco Hu, il dipendente 26enne che si trovava in negozio con due colleghi - li abbiamo bloccati e uno di loro mi ha assalito dandomi un pugno in testa e una spinta. Allora gli ho detto: “O paghi o chiamo i carabinieri”. Lui è uscito con gli altri e, dopo aver fatto il gesto di tagliarci la gola, ha risposto: “Chiamali pure, tanto non ho paura”. Il colmo è che sono stati proprio quei ragazzi a chiamarli. Infatti poco dopo è arrivato un militare a cui hanno raccontato la loro versione e io la mia. Lui mi ha consigliato di fare denuncia e la farei se servisse... Perché almeno tre volte al mese, da tempo, quei ragazzi vengono a rubare così come nel negozio che abbiamo in via Toti. Sono tutti di Mirandola, anche se hanno l’accento napoletano».
Poi l’epilogo: i bulli, infatti, dopo essersene andati sono ritornati alle 20 come conferma il dipendente: «Quattro di loro sono arrivati qui davanti: uno ha tirato fuori un martello e un altro un coltello. Allora abbiamo subito chiamato la polizia, ma quando è arrivata i ragazzi erano già fuggiti». Attraverso le immagini, però, gli agenti del commissariato sono risaliti ad uno di loro: è il15enne che impugnava il coltello. Ha ammesso le proprie responsabilità e indicato alla polizia dove avesse nascosto l’arma ossia nei pressi di un cantiere. È stato segnalato alla procura dei minori di Bologna.
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