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Corradi della az di cavezzo 

«Gli impianti goccia a goccia ci hanno salvato la produzione»

«Gli impianti goccia a goccia ci hanno salvato la produzione»

CAVEZZO. Per tirare le somme bisognerà aspettare l’inizio di ottobre, perché la raccolta, che in questo caso è completamente manuale e iniziata intorno al 20 agosto, finirà tra una decina di giorni....

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CAVEZZO. Per tirare le somme bisognerà aspettare l’inizio di ottobre, perché la raccolta, che in questo caso è completamente manuale e iniziata intorno al 20 agosto, finirà tra una decina di giorni. L’impressione, però, è che finora non sia andata male. A parlare dell’annata in corso per i vigneti è Stefano Corradi, titolare dell’azienda agricola AZ di Cavezzo: «Noi abbiamo una produzione abbastanza contenuta - spiega - attorno ai 5mila quintali considerando le diverse varietà, e di conseguenza non abbiamo avuto le perdite delle grandi aziende della nostra provincia e della regione. In generale, finora possiamo dire di essere soddisfatti della qualità del prodotto, ma sostanzialmente anche della quantità, dal momento che la produzione è complessivamente più o meno in linea con quella dell’anno passato». Partendo dal Pignoletto, i numeri saranno molto vicini a quelli del 2016: «Per fortuna le nostre piante non sono state particolarmente intaccate dal freddo - riprende Corradi - e anche il problema della siccità è stato contrastato abbastanza bene, perché gli impianti “goccia a goccia” di irrigazione di soccorso hanno risposto al meglio». Bene anche per il Salamino, che ha tenuto bene, e forse sta rendendo anche qualcosa in più rispetto all’anno passato, mentre a soffrire è stata l’uva Ancellotta: «In questo caso, dal momento che il vitigno germoglia prima degli altri, le gelate primaverili hanno pesato molto, e quindi le perdite potrebbero attestarsi anche attorno al 50%». Meno quantità anche per il Sorbara e il Malvasia: anche in questo caso molto dipende dalle gelate. «Mettendo insieme tutte le produzioni e facendo una media tra quelle che hanno perso e quelle che hanno guadagnato qualcosa, il bilancio non è negativo, mentre la qualità del prodotto sembra buona - spiega ancora il titolare della AZ di Cavezzo - in particolare, le piogge di inizio settembre, intense ma piuttosto equilibrate, sono state un toccasana per l’uva. Un altro aspetto positivo è stato il clima asciutto la primavera: è vero che ci sono state gelate che hanno fatto male ai vitigni, ma è andata meglio per quanto riguarda gli insetti». (l.g.)

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