L’aspro odor dei vini sarà di qualità
di Luca Gardinale
La siccità peserà con una raccolta in calo del 25%. L’enologo Cavicchioli: «Ma sale la gradazione». Risveglio dei prezzi
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L’annata ce l’ha messa proprio tutta per fare andare male le cose: lunghe gelate a primavera, siccità ancora più lunga d’estate. Però a volte il buono viene fuori anche quando le circostanze non sono troppo favorevoli: così, a una quantità pesantemente in calo corrisponde una qualità che, almeno per ora, sembra piuttosto alta. Sono gli elementi principali che emergono dal bilancio della vendemmia 2017, che per alcune varietà di uva è già finita, mentre per altre (in particolare per Sorbara e Grasparossa) è ancora in corso, anche a causa delle piogge che hanno rallentato la raccolta. A fare il punto della situazione per le campagne modenesi è Sandro Cavicchioli, enologo della Cavicchioli di San Prospero e presidente della Assoenologi Emilia Romagna: «La vendemmia si avvia verso la fine - spiega - con alcune zone che hanno ormai terminato, come quella di Castelfranco, mentre in altre aree siamo poco oltre la metà. E’ stata senza dubbio un’annata difficile in tutta l’Emilia Romagna e in tutta Italia, con un calo delle uve stimato attorno al 25% e una previsione di 41milioni di ettolitri di vino e mosto a livello nazionale». Un calo molto pesante, dunque, con circa un quarto di uva in meno rispetto al 2016, quando furono prodotti 13 milioni di ettolitri in più: «A pesare molto è stato il protrarsi della situazione di siccità - riprende Cavicchioli - che ha colpito i vigneti, già duramente provati dalle gelate primaverili». Una situazione che ha però inciso in maniera differente sulle diverse tipologie di uva: «Sul Sorbara il calo stimato è molto pesante - spiega ancora il rappresentante di Assoenologi - ovvero intorno al 35%, mentre va decisamente meglio per il Salamino, la cui quantità è sostanzialmente stabile, con cali più modesti, dovuti soprattutto al gelo». Cali pesanti anche per il Grasparossa, che segna un -35%, così come per il Pignoletto: «Anche sulle uve bianche abbiamo avuto problemi - continua Cavicchioli - e nel caso del Pignoletto, essendo precoce, hanno pesato molto le gelate della scorsa primavera». Gelate che in media hanno avuto più effetti della siccità, «anche perché le irrigazioni di soccorso nella nostra provincia hanno sopperito abbastanza bene alla mancanza di piogge». Numeri anche più pesanti nelle altre regioni, perché in Lazio e Umbria le previsioni sono di un 40% in meno. Tutto negativo, quindi? No, perché se la quantità è sicuramente deficitaria, dal punto di vista della qualità le cose sembrano andare decisamente meglio: «La qualità è buona - spiega ancora l’enologo dell’azienda di San Prospero - in particolare nelle province di Modena e Reggio. Forse potremmo avere dei vini di gradazione leggermente superiore, soprattutto dove non si è riuscito ad irrigare costantemente, ma anche in questi casi la qualità dei vini sarà buona». Per quanto riguarda i prezzi, invece, al momento è presto per fare previsioni: «Un aspetto positivo è che, dopo due anni di calo, sul mercato c’è stato un risveglio delle quotazioni del Lambrusco. La siccità e la scarsità del raccolto potrebbero contribuire a fare aumentare ulteriormente i prezzi, ma al momento è presto per dare cifre».
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