Gazzetta di Modena

Modena

il progetto 

La città vista dagli stranieri che raccontano i monumenti

MODENA . Un progetto nato dalla voglia di offrire un’esperienza di contatto diretta e diversa con la città, attraverso gli occhi di coloro che la città la vivono ogni giorno: i suoi abitanti. «Ma, ci...

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MODENA . Un progetto nato dalla voglia di offrire un’esperienza di contatto diretta e diversa con la città, attraverso gli occhi di coloro che la città la vivono ogni giorno: i suoi abitanti. «Ma, ci siamo chiesti, chi sono i suoi abitanti? - racconta Giovanni Bottari, presidente dell’associazione Same Same Travels - Negli ultimi anni questa città ha subito notevoli cambiamenti: sempre più cittadini stranieri si sono stabiliti in città, contribuendo al suo sviluppo e diventandone parte integrante. Il bagaglio culturale che i migranti – penso a loro ma penso anche a mio padre – si portano dietro si mescola a nuove esperienze intraprese sul territorio, e questo risulta nella nascita di nuove vite, nuove storie, nuove narrazioni. Per un racconto veritiero e a 360° della città non si poteva non tener conto di tale sguardo». Same Same Travels ha allora chiesto ad alcuni ragazzi stranieri di raccontare il loro punto di vista sulla città, ciò che luoghi come il Duomo o Piazza Roma rappresentano per loro, in rapporto e relazione anche al contesto culturale di riferimento. È nato così il progetto Free Walking Tour – Sguardi Diversi: una narrazione che parte dal Duomo e dal Palazzo Ducale per andare a confrontarsi con altre architetture, memorie, esperienze, speranze. «Diverse ma che partono e approdano tutte nello stesso identico punto: il villaggio, il paese, la città, ciò che in fondo chiamiamo casa. Un sentimento di appartenenza comune ma allo stesso tempo di nostalgia che si racconta tra luoghi del passato e del presente, mettendoli a confronto, mettendosi a nudo», racconta Giovanni. Gli itinerari sono state decisi insieme ai ragazzi, partendo dallo studio dei luoghi più suggestivi e interessanti del centro storico ma allo stesso tempo cercando di identificare quegli spazi più facilmente collocabili in contesti culturali differenti.

«Il progetto ribalta percezioni e visuali, dell’altro, ma anche di noi. Nella narrazione quotidiana è sempre lo straniero a essere raccontato, mai che lui si racconti – spiega Giovanni - In questo caso è chi guarda ad essere straniero, colui o lei a cui viene mostrata quella città per la prima volta, sono loro ad essere guidati e gli stranieri le guide. Ovviamente questo non sarebbe mai stato possibile senza aver incontrato Bakary e Sattar sulla nostra strada, sono loro i veri fautori del progetto, le “guide” che ogni settimana portano stranieri in visita alla città».

Bakary e Abdul Sattar sono entusiasti del progetto: «Per noi è stata un esperienza bellissima: ci ha dato la possibilità di studiare la storia di Modena ma anche quella dei nostri monumenti, cosa che non avevamo mai fatto prima. Questo tour ci fa sentire a casa. Le persone si interessano, sono curiose, ci fanno stare bene». (l.s.)

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