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La partita a carte degenera: pestato a sangue dall’amico
SAN FELICE. Galeotta e violenta fu la partita a carte. Quella che doveva essere una serata normale si è trasformata in un pestaggio in piena regola con il ferito costretto a fare ricorso alle cure...
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SAN FELICE. Galeotta e violenta fu la partita a carte. Quella che doveva essere una serata normale si è trasformata in un pestaggio in piena regola con il ferito costretto a fare ricorso alle cure dell’ospedale di Mirandola per un trauma cranico-facciale, giudicato poi guaribile in un mese.
Protagonisti del violento scontro sono stati due amici dello Sri Lanka, che si erano ritrovati in un appartamento di via Gramsci per una domenica - era il 17 settembre - in compagnia. Sono state tirate fuori le carte per giocare, ma presto la partita è degenerata, trasformandosi prima in lite verbale dai toni molto accesi e poi in una zuffa. Ad avere la peggio è stato un 50enne asiatico residente a Ravarino. È lui ad aver incassato calci e pugni, capaci di sfigurarlo e ferirlo tanto da costringerlo a farsi refertare al pronto soccorso di Mirandola. E sono stati i sanitari, osservando la prognosi, a confermare la gravità della situazione ai carabinieri di San Felice che hanno ricostruito tutto l’accaduto e il banale movente dell’aggressione. A finire nei guai, con l’accusa di lesioni personali aggravate dai futili motivi, è stato un connazionale di 36 anni che vive a San Felice. L’uomo è stato denunciato mentre l’amico ha fatto ritorno a casa in attesa della guarigione.
Protagonisti del violento scontro sono stati due amici dello Sri Lanka, che si erano ritrovati in un appartamento di via Gramsci per una domenica - era il 17 settembre - in compagnia. Sono state tirate fuori le carte per giocare, ma presto la partita è degenerata, trasformandosi prima in lite verbale dai toni molto accesi e poi in una zuffa. Ad avere la peggio è stato un 50enne asiatico residente a Ravarino. È lui ad aver incassato calci e pugni, capaci di sfigurarlo e ferirlo tanto da costringerlo a farsi refertare al pronto soccorso di Mirandola. E sono stati i sanitari, osservando la prognosi, a confermare la gravità della situazione ai carabinieri di San Felice che hanno ricostruito tutto l’accaduto e il banale movente dell’aggressione. A finire nei guai, con l’accusa di lesioni personali aggravate dai futili motivi, è stato un connazionale di 36 anni che vive a San Felice. L’uomo è stato denunciato mentre l’amico ha fatto ritorno a casa in attesa della guarigione.
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