Unione, 300mila euro per il progetto fantasma
di Gabriele Bassanetti
Le coop Gulliver e Cdc dovevano realizzare il Centro polivalente per disabili Ma i 4 Comuni, senza fondi, revocarono l’appalto. Contenzioso e risarcimento
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Alla fine è andata anche bene. I quattro Comuni del distretto ceramico dovranno sborsare “solo” 300mila euro divisi in proporzione secondo gli abitanti, alle cooperative Gulliver e Cdc che avrebbero dovuto realizzare un Centro polivalente per disabili. Questo solo grazie a una serie infinita di accordi, contro-accordi e correzioni e alla disponibilità di chi aveva vinto l'appalto a transare e poi anche ad accettare nuovamente la transazione dopo che i municipi avevano fatto scadere i termini. La storia del centro polivalente per disabili Casa Fantini, che avrebbe dovuto sorgere nella zona di Madonna di sotto, comincia addirittura nel 2009, quando entra nell'accordo di programma per i Piani di zona. Il progetto venne approvato lo stesso anno e prevedeva un appalto, gestito da Sgp con Sassuolo quindi capofila, di 6,5 milioni di euro che includeva 900mila euro di contributo regionale. Il piano poi prevedeva che i vincitori dell'appalto avrebbero eseguito l'opera e se la sarebbero ripagata con la gestione. Solo che il progetto, aggiudicato a Gulliver e Cooperativa di costruzioni riunite in un'Ati, finiva subito azzoppato: la Regione concedeva metà del contributo previsto, costringendo quindi i quattro Comuni a reperire i fondi mancanti, fra estenuanti trattative e difficili contabilità come quella di Sassuolo all'epoca (in piena crisi Sgp). Trovati in qualche modo i soldi, ci si mettevano l'Accreditamento regionale e le nuove normative anti-sismiche a far lievitare i costi concordati nell'appalto: più personale necessario, più opere da realizzare. L'Ati vincitrice chiedeva quindi la revisione dell'accordo economico, ottenendo prima l'autorizzazione a proseguire, poi invece, nel 2015 (già sei anni dopo la prima aggiudicazione) i quattro Comuni decidevano la revoca dell'appalto. Dopo sei anni di procedure e progettazioni, arrivate fino all'esecutiva, la fine della storia non poteva essere indolore. Le ditte presentavano ai Comuni un conto da 635mila euro per indennizzo, ma con notevole benevolenza indicavano anche la disponibilità a chiudere per meno della metà, 302mila euro entro marzo 2017 per non andare avanti con ricorsi e vie legali. I 4 Comuni prima richiedevano ulteriore documentazione, poi lasciavano scadere i termini costringendo, in luglio di quest'anno Gulliver e Cdc, a ricorrere al Tar per l'intera cifra. Ancora una volta le ditte ricorrenti, che avrebbero potuto vincere facile, si dichiaravano disponibili a chiudere per i sospirati 302mila euro, il 48 per cento della cifra richiesta inizialmente. Stavolta i Comuni hanno sottoscritto l'accordo e in questi giorni deliberano lo stanziamento delle cifre necessarie per chiudere la questione Casa Fantini: 300mila euro per non vedere neanche un mattone posato, ma poteva andare anche peggio.
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