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Unione spaccata sul Valli Lite sui conti del consorzio

di Daniele Montanari
Unione spaccata sul Valli Lite sui conti del consorzio

Pavullo. Bufera in Consiglio tra il segretario Giovanelli e la maggioranza  Motivo della discordia: l’esclusione dall’elenco delle società con quote pubbliche

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PAVULLO. Alta tensione sul Consorzio Valli del Cimone lunedì sera in Unione, con strappo tra la maggioranza e il segretario Giampaolo Giovanelli. Pomo della discordia, la revisione delle partecipate così come imposta dal decreto legislativo 165/2016. Nel fare l’elenco delle società di cui l’Unione ha quote, il presidente Leandro Bonucchi ha spiegato di non aver inserito Valli «perché è un ente misto pubblico-privato non inquadrato in società. È da rivedere il funzionamento del soggetto - ha puntualizzato - ma alla luce della nuova legge regionale sul turismo un ente che faccia sintesi sul territorio è fondamentale. Il bilancio di Valli è già pubblico, si fa trasparenza anche senza questa revisione».

Qui il colpo di scena: Giovanelli ha fatto presente che sia il Servizio Finanziario dell’Unione che il revisore dei conti avevano invece indicato di inserire nel prospetto anche Valli, considerandolo appieno una società di cui l’Unione detiene 18 quote (l'8,5%). Ma la giunta aveva deciso di togliere Valli dall’elenco, nonostante la contrarietà dei sindaci di Pavullo e Serra (i due Comuni più popolosi) oltre che di Polinago.

Giovanelli ha ribadito che anche lui era per l’inclusione nell’elenco, per una valutazione giuridica e una economica definita “sostanziale”: il fatto che nell’ultimo quinquennio Valli ha chiuso i bilanci con 71mila euro di passivo. Criticità che secondo lui era doveroso approfondire inserendo Valli tra le partecipate sottoposte a screening: «Non si tratta di decidere se mantenere o sopprimere - ha sottolineato - ma di fare una seria analisi. Un atto di trasparenza e correttezza, ma è stato impedito dalla Giunta». Insomma: Valli a rischio se nell’elenco, al sicuro se fuori. L’opposizione con il capogruppo Massimo Chichi (Pavullo) ha condiviso la posizione di Giovanelli: «Perché non mettiamo Valli nell’elenco? Sembra che lo facciamo - ha rimarcato - perché temiamo che qualcosa non vada. Ma non si può fare così. Penso anche sia rischioso votare un atto col parere contrario degli uffici». «Cos’è che non deve essere verificato in questo Consorzio?» ha rilanciato Armando Cabri (Polinago). «Vi riempite la bocca di trasparenza e poi l’atteggiamento è questo?». Per la maggioranza di centrosinistra ha preso la parola Paola Guiducci (Fanano): «Io ho chiesto il parere al segretario Morganti di Fanano - ha ribattuto - e secondo lui Valli non va nell’elenco. Dello stesso avviso altri due segretari: Busciglio di Sestola e Migliori di Riolunato. Da amministratori poi dobbiamo fare una valutazione strategica sul mantenimento di Valli, che però deve presentare un piano di rientro». È stato quindi approvato a maggioranza (17 quote a favore, 9 contrarie) l’elenco senza Valli, ma con l'astensione tra il centrosinistra della capogruppo Stefania Cargioli (Pavullo) e di Roberta Muccini (Polinago). Chiusura col botto quando il sindaco di Sestola ha chiesto di parlare e Giovanelli ha detto che non era possibile perché in Consiglio parlano solo i consiglieri. Fabio Ballotti (centrosinistra di Lama) l’ha incalzato: «Un segretario non può dirlo - ha osservato - perché l’uscita dall’aula è un’azione politica». «No, è un’azione di legalità» ha ribattuto Giovanelli.

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