Gazzetta di Modena

Modena

Vuole uccidere il nipote con la forchetta

Vuole uccidere il nipote con la forchetta

Nonantola. Lo zio arrestato dai carabinieri. Lite innescata dallo stile di vita del ragazzo: «Bevi troppo e di notte torni tardi»

3 MINUTI DI LETTURA





NONANTOLA. Un ragazzo ferito con un coccio di bottiglia ed infilzato con un forchettone da cucina. È l’esito di una lite famigliare degenerata, della quale ha fatto le spese un 24enne marocchino, M.S., residente a Nonantola insieme ai parenti. A ferirlo è stato lo zio, poi arrestato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio. Il tutto è accaduto alle due di lunedì notte. La lite ha avuto inizio in casa, nella zona dell’ex mulino, poco lontano dalla discoteca Vox. E in questo caso si parla di futili motivi anche se la prima giustificazione fornita ai carabinieri dal fermato cela un iniziale tentativo di rieducazione. Perché il nipote ferito è incline ad una vita poco regolare: torna spesso tardi di notte e talvolta in condizioni psicofisiche non certo ottimali. Una condizione che allo zio, comunque già conosciuto alle forze dell’ordine per alcuni reati, non era passata inosservata e che ha scatenato la sua dura reprimenda. «Bevi troppo», gli ha sostanzialmente rinfacciato, venendo però trascinato in una durissima discussione verbale, presto degenerata. Perché la lite è uscita dalle mura del domicilio, arrivando in strada, in una zona centrale di Nonantola, ma ovviamente deserta vista l’ora tarda. E a quel punto, di fronte a numerose provocazioni, lo zio 37enne ha perso ogni cautela. Ha infatti impugnato un coccio di bottiglia e l’ha usato come prima arma contundente. Non è però bastato per sfogare tutta la sua rabbia e un forchettone da cucina, di quelli solitamente utilizzati per i barbecue all’aperto, è diventato lo strumento utile per sferrare un colpo che poteva essere letale. Il nipote è infatti stato colpito al torace, iniziando a sanguinare copiosamente. Ma ormai la discussione familiare era diventata di “dominio pubblico” con alcuni residenti che hanno allertato i carabinieri. La centrale operativa ha fatto convergere su piazza Guido Rossa, dove si trovavano il ferito e lo zio, le pattuglie in servizio notturno: i militari di Ravarino e il Radiomobile, raggiunti poi dai colleghi di Nonantola entrati in servizio per senso di abnegazione e vista la situazione. Al loro fianco hanno operato anche i sanitari del 118: perché in paese c’è stato un bel “trambusto” come ha detto un testimone. E mentre il 24enne veniva trasportato d’urgenza al Policlinico - i medici lo hanno refertato e dimesso con una prognosi di 25 giorni - l’Arma provvedeva al fermo dello zio violento. L’accusa è di lesioni gravi e tentato omicidio. L’uomo è stato accompagnato in cella di sicurezza in caserma e soltanto nel pomeriggio di ieri, espletate tutte le formalità, è finito in carcere. Al Sant’Anna ci resterà fino almeno al giorno della convalida del fermo e dell’interrogatorio di garanzia quando potrà raccontare al giudice e al magistrato gli sviluppi di una notte di sangue e paura.

Dondi-Vincenzi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google