Brucia la centrale elettrica Arpae: «Dati dell’aria ok»
Finale. Prime analisi speditive tra Massa e il perimetro della centrale elettrica L’Agenzia non riscontra sforamenti degli inquinanti. Pompieri ancora al lavoro
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FINALE. C’era attesa per i primi dati diffusi da Arpae sui campionamenti dell’aria dopo l’incendio di biomasse alla centrale elettrica di Enel Green Power. Un incendio che ha provocato polemiche e che ha costretto molti massesi a tenere per tutto il giorno le finestre chiuse a causa del forte odore di bruciato. E sarà così ancora per qualche giorno visto che le operazioni di smassamento e controllo sono proseguite per tutta la giornata di ieri con diverse squadre di vigili del fuoco, provenienti da tutta la provincia, che si sono alternate nel presidio.
I dati di Arpae, come qualcuno aveva vaticinato, sono tranquillizzanti. «Tutti i valori relativi alla qualità dell’aria sono risultati nella norma - scrive l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia - Inferiori al limite di rivelabilità, o con concentrazioni abbondantemente inferiori ai valori di riferimento o guida fissati dalla normativa ambientale, le concentrazioni di monossido di carbonio, ossidi d’azoto, acido cloridrico e formaldeide, inquinanti tipici della combustione».
«Tenendo conto della direzione prevalente dei venti, che al momento dei rilievi era variabile tra NNO e NNE, e pur constatando visivamente l’innalzamento e la dispersione in quota dei fumi, sono stati effettuati campionamenti a livello del suolo con strumentazione a lettura diretta presso il perimetro aziendale, in via Carducci all’angolo con via per Modena a Massa; in via per Modena 34 sempre a Massa e in via per Modena, immediatamente prima del centro abitato di Finale - analizza Arpae - I campionamenti hanno evidenziato concentrazioni generalmente inferiori al limite di rilevabilità dei dispositivi di misurazione utilizzati, ad eccezione di alcuni riscontri positivi nelle aree sottovento più prossime al perimetro aziendale. I valori riscontrati risultano in ogni caso inferiori ai valori di riferimento o valori guida fissati dalla normativa ambientale e sanitaria nazionale e/o internazionale». Per citare alcuni numeri diffusi da Arpae: il monossido di carbonio arriva a 2,6 con un limite massimo di 10 mg/m3; l’ossido di azoto è inferiore a 100 a fronte di un tetto di 200 e la formaldeide è inferiore a 60 quando il limite è di 100.
«Per seguire l’evoluzione dell’incendio - prosegue Arpae - negli stessi punti di campionamento sono stati installati anche campionatori passivi per la rilevazione dei Composti Organici Volatili e delle aldeidi (tra cui formaldeide); i rilevi avranno un durata complessiva di qualche giorno, anche in relazione al tempo necessario affinché l’evento possa considerarsi concluso. I primi esiti, relativi alla analisi di tali dispositivi, saranno quindi disponibili presumibilmente domani».
I dati di Arpae, come qualcuno aveva vaticinato, sono tranquillizzanti. «Tutti i valori relativi alla qualità dell’aria sono risultati nella norma - scrive l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia - Inferiori al limite di rivelabilità, o con concentrazioni abbondantemente inferiori ai valori di riferimento o guida fissati dalla normativa ambientale, le concentrazioni di monossido di carbonio, ossidi d’azoto, acido cloridrico e formaldeide, inquinanti tipici della combustione».
«Tenendo conto della direzione prevalente dei venti, che al momento dei rilievi era variabile tra NNO e NNE, e pur constatando visivamente l’innalzamento e la dispersione in quota dei fumi, sono stati effettuati campionamenti a livello del suolo con strumentazione a lettura diretta presso il perimetro aziendale, in via Carducci all’angolo con via per Modena a Massa; in via per Modena 34 sempre a Massa e in via per Modena, immediatamente prima del centro abitato di Finale - analizza Arpae - I campionamenti hanno evidenziato concentrazioni generalmente inferiori al limite di rilevabilità dei dispositivi di misurazione utilizzati, ad eccezione di alcuni riscontri positivi nelle aree sottovento più prossime al perimetro aziendale. I valori riscontrati risultano in ogni caso inferiori ai valori di riferimento o valori guida fissati dalla normativa ambientale e sanitaria nazionale e/o internazionale». Per citare alcuni numeri diffusi da Arpae: il monossido di carbonio arriva a 2,6 con un limite massimo di 10 mg/m3; l’ossido di azoto è inferiore a 100 a fronte di un tetto di 200 e la formaldeide è inferiore a 60 quando il limite è di 100.
«Per seguire l’evoluzione dell’incendio - prosegue Arpae - negli stessi punti di campionamento sono stati installati anche campionatori passivi per la rilevazione dei Composti Organici Volatili e delle aldeidi (tra cui formaldeide); i rilevi avranno un durata complessiva di qualche giorno, anche in relazione al tempo necessario affinché l’evento possa considerarsi concluso. I primi esiti, relativi alla analisi di tali dispositivi, saranno quindi disponibili presumibilmente domani».
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