dopo l’infuocato consiglio dell’unione
Fabio Ballotti: «Il segretario Giovannelli si dimetta»
PAVULLO. «Dopo il Consiglio di lunedì, il segretario dell’Unione Giampaolo Giovanelli farebbe bene a dimettersi». A dirlo è Fabio Ballotti, consigliere di centrosinistra di Lama. «Non sono uno che...
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PAVULLO. «Dopo il Consiglio di lunedì, il segretario dell’Unione Giampaolo Giovanelli farebbe bene a dimettersi». A dirlo è Fabio Ballotti, consigliere di centrosinistra di Lama. «Non sono uno che ama i riflettori – scrive in una nota – tanto che in 15 anni di Consiglio rare volte sono uscito a mezzo stampa. Ma la mia coscienza me lo impone, dopo i fatti di lunedì». L’analisi non è tanto sul punto tecnico, ovvero se avesse ragione Giovanelli a includere il Consorzio Valli del Cimone tra l’elenco delle società partecipate o fossero nel giusto gli altri tre segretari del Frignano di parere contrario: «C’è stata discussione, ma come è giusto che sia - nota Ballotti - quello che critico è il comportamento che ha tenuto il segretario durante la seduta. Non mi è piaciuto che abbia dettato lui l’ordine degli interventi, anziché il presidente del Consiglio che è deputato a dirigere i lavori. Durante l’intervento di una consigliera il segretario si è poi permesso di interromperla e contraddirla, peraltro con argomentazioni che ritengo non di natura tecnica ma politica». Poi c’è stato l’episodio finale, che ha dato adito alle tensioni maggiori: in aula c’era anche il sindaco di Sestola, che aveva chiesto di poter parlare, ma il segretario gli ha detto che non era possibile perché in Consiglio parlano solo i consiglieri, sottolineando che se si fosse infranto il regolamento lui sarebbe uscito. «La ritengo un’affermazione molto grave – nota Ballotti – lasciare l’aula non è una decisione tecnica ma politica, e il segretario non può permettersela. Ma cos’è, il segretario ha diritto di voto? Se esce manca il numero legale? È andato oltre il proprio ruolo qui come in altre occasioni durante la seduta, facendo passare in secondo piano il presidente e con lui l’intero Consiglio. È una cosa inaccettabile: io non ci sto al gioco al massacro delle istituzioni. Se il segretario avrà modo di riascoltare la registrazione della seduta, sono convinto che nel rispetto dell’ente, degli amministratori e degli organi di governo si renderà conto di come la rinuncia al suo incarico sia un atto dovuto». (dm)
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