sport e disabili
Alla Cdr c’è “Ness1 escluso”
Quarantaquattro atleti, quattro fasce di età, cinque discipline, un’unica sfida: integrarsi con lo sport. Ecco l’essenza di “Ness1 escluso”. Il progetto gratuito, ideato dall’imprenditore Fabio...
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Quarantaquattro atleti, quattro fasce di età, cinque discipline, un’unica sfida: integrarsi con lo sport. Ecco l’essenza di “Ness1 escluso”. Il progetto gratuito, ideato dall’imprenditore Fabio Galvani, è dedicato a persone con disabilità psichica e disturbi dello sviluppo. Si svilupperà sui campi della Città dei Ragazzi e coinvolgerà insegnanti della cooperativa sociale inTandem. Saranno loro a passare la palla ai giovani dai 3 ai 19 anni. Raggruppati in tre fasce, si metteranno alla prova nel calcio, nella pallavolo, nel rugby e nel basket. Saranno seguiti da tecnici del comportamento, educatori, psicoterapeuti, un coordinatore generale e un supervisore esterno. L’approccio sarà quello dell’analisi applicata del comportamento. I ragazzi più grandi svolgeranno anche attività doposcuola. Passati i primi due mesi, sarà organizzato un “Open day” per far conoscere a tutti i progressi e poi partirà un nuovo ciclo di incontri sportivi. «L’auspicio più grande è che i ragazzi alla fine possano continuare a fare sport in una squadra normotipica», sottolinea Enton Thaci, presidente della coop sociale. I venti over 19 iscritti saranno coinvolti, invece, in appuntamenti con il calcetto grazie all’impegno dell’Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale (Anffas) di Modena. «Lo sport è un facilitatore nella comunicazione sociale – riconosce Benito Toschi, presidente della Onlus modenese – e infatti per i ragazzi che frequentano i corsi è molto importante: ricevono una gratificazione e migliorano l’autostima». Ciascun atleta avrà un abbigliamento da gioco della squadra (chiamata anch’essa “Ness1 escluso”). Sui tessuti, oltre al nome del progetto, compaiono il simbolo dell’Atletic Cdr, uno sponsor tecnico (Macron) e due sponsor ufficiali (Bper e Casa Modena). Il Comune, inoltre, ha dato il suo patrocinio per l’iniziativa. «L’amministrazione ha investito molto sull’inclusione tramite lo sport», assicura Giulio Guerzoni, assessore allo Sport. Secondo Guerzoni, «non ci potrebbe essere barriera d’entrata peggiore che quella messa ad attività sportive e culturali». Il progetto è sperimentale e potrebbe avere nuovi sviluppi nei prossimi anni. «Siamo aperti a tutti, a chiunque voglia fare attività d’integrazione – conclude Galvani – per quest’anno e gli anni futuri». (g.f.)
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