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Com’è bello essere italiani Ecco 1638 “nuovi” cittadini

di Valeria Cammarota
Com’è bello essere italiani Ecco 1638 “nuovi” cittadini

La maggior parte degli stranieri arriva dal Pakistan (472) e dal Marocco (267) L’assessore Galantini: «E le richieste in città sono in continuo aumento»

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Carpi cresce anche grazie a loro, che negli ultimi dieci anni hanno contribuito al superamento della soglia dei 70 mila abitanti. Sono i cittadini stranieri, tra cui un buon numero sceglie Carpi come casa definitiva, chiedendo e ottenendo la cittadinanza italiana. Cresciuti progressivamente nel tempo, i nuovi cittadini hanno conosciuto un implemento a partire soprattutto dal 2012, quando 116 di loro sono divenuti italiani a tutti gli effetti; nel 2013, si è saliti a 197; nel 2014, a 164: per arrivare al 2015, quando sono state ben 315 le persone che hanno fatto richiesta di cittadinanza; nel 2016, 307 e, da inizio 2017, si è raggiunta la cifra di 216 cittadinanze conferite. Per un totale, negli ultimi dieci anni, di 1638 nuovi italiani.

Si tratta di persone di tutte le età e che arrivano da tutto il mondo: Filippine, Argentina, Cina, India, Bangladesh, Paesi dell'Est, persino dai territori antartici francesi, solo per fare alcuni esempi. La nazione più rappresentata è il Pakistan, con 472 persone, segue il Marocco con 267 persone, quindi la Tunisia con 171.

Si tratta, nella maggior parte dei casi, di persone che acquisiscono la cittadinanza per naturalizzazione - 1133 persone - mentre chi per effetto di un matrimonio con un italiano rappresenta la seconda tipologia, ossia 349 persone.

Solo 117 cittadini divengono italiani dopo aver vissuto nel Paese dalla nascita; pochissimi, infine, i casi di riconoscimento dei figli minori (26). Fino a poco tempo fa, era il solo sindaco a occuparsi in prima persona della fase finale del procedimento: in considerazione dell'aumento di richieste, ora hanno ricevuto apposita delega anche gli assessori Milena Saina e Cesare Galantini, nelle cui mani si presta il giuramento di fedeltà alla Repubblica italiana e alle leggi dello Stato.

«Una cerimonia al termine della quale consegniamo in dono ai nuovi cittadini una copia della Costituzione, il decreto presidenziale attraverso cui li si rende cittadini e un vademecum che li aiuti a districarsi nella burocrazia - spiega Galantini - Un presente che non è solo burocratico: i nuovi connazionali, infatti, dimostrano in diversi modi di sentire questo momento anche e soprattutto a livello emotivo. Tutti si vestono con gli abiti della festa, capita che le donne abbiano in mano un bouquet di fiori che riproduce i colori della bandiera italiana, vogliono la propria famiglia accanto a sé, si commuovono e, alla fine del rito, desiderano scattarsi una foto davanti a un quadro che rappresenta il centro storico della città - continua Galantini - Non vivono la cosa come un mero strumento per ottenere i documenti: sono realmente emozionati e orgogliosi di sentirsi da quel momento, oltre che italiani, carpigiani. Il senso di appartenenza e di identità che leggo nei loro occhi è sempre molto forte: infatti non mancano di ringraziare l’Italia e la città per l'opportunità che viene loro data. Quello del giuramento è sempre il coronamento di un percorso che viene vissuto con grande convinzione e gioia».

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