Gazzetta di Modena

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GENNARI, D.G. DELLA BANCA MODENESE 

«Da Interprovinciale sostegno importante al settore ceramico»

«Da Interprovinciale sostegno importante al settore ceramico»

Piccola ma accattivante per per tanti settori produttivi dei distretti modenesi, Banca Interprovinciale continua il suo percorso di crescita costante che in pochi anni ha condotto l’istituto modenese...

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Piccola ma accattivante per per tanti settori produttivi dei distretti modenesi, Banca Interprovinciale continua il suo percorso di crescita costante che in pochi anni ha condotto l’istituto modenese a ritagliarsi un’apprezzabile fetta di mercato in ambito creditizio.

In questi giorni caratterizzati dal Cersaie bolognese emerge il rapporto proficuo tra la banca modenese e il comparto ceramico, come sottolinea il direttore generale Alessandro Gennari: «La banca - dice Gennari - al 30 giugno scorso ha sostenuto con finanziamenti per circa 70 milioni di euro le imprese del territorio riconducibili direttamente e indirettamente al settore ceramico. I prestiti diretti al comparto superano i 50 milioni tra finanziamenti a breve e a medio termine a sostegno di investimenti. A questo ammontare si aggiunge quanto erogato ad aziende che indirettamente fanno parte del settore, vale a dire impiantistica, terzo fuoco, commercio specifico e altro, per circa 20 milioni».

Quello ceramico è un settore che si distingue per la forte propensione all’export.

«In effetti - risponde Gennari - all’interno dell’aggregato di cui parlavo, una parte non irrilevante si riferisce a finanziamenti a imprese che intendono sviluppare la loro internazionalizzazione sia attraverso il potenziamento delle strutture aziendali all’estero sia con l’acquisizione di società di diritto non italiano».

Anche il Cersaie ha evidenziato la vocazione della ceramica all’innovazione.

«L’innovazione tecnologica negli ultimi due anni è stata sostenuta da investimenti importanti nella ceramica, che la nostra banca ha sostenuto».

Non solo ceramica per la crescita della banca.

«È buona la performance del settore meccanico con una crescita dei fatturati, soprattutto nell’export: la banca ha sostenuto lo sviluppo con valori che superano i 30 milioni».

E in altri settori economici?

«Una più diffusa distribuzione del reddito disponibile - dice il direttore generale - ha parzialmente rivitalizzato anche il comparto immobiliare sia residenziale che industriale. C’è una decisa, e forse inaspettata, ripresa delle compravendite e dei mutui residenziali. Nel settore industriale torna un certo interesse all’espansione locale dei siti produttivi».

I vostri numeri al 30 giugno scorso?

«Nel semestre il margine di interesse anno su anno è in crescita del 15%, le commissioni da servizi sfiorano il +26% consentendo un risultato al lordo delle imposte superiore ai 2,5 milioni e mantenendo una rischiosità del credito a valori eccellenti con crediti deteriorati netti al 2,27% e solida dotazione patrimoniale: il Total Capital ratio è del 14,39%. Il numero dei clienti al 30 giugno si attesta a circa 7mila (erano 6.200 al 31 dicembre). La raccolta diretta è di quasi 500 milioni e i prestiti alla clientela sfiorano i 300 milioni. Ora sarà perfezionata la fusione per incorporazione di Banca Emilveneta e apriremo a Reggio Emilia la settima filiale».

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