castelfranco. presidio con cento colleghi
Glem Glas, fallisce la trattativa per il reintegro della licenziata
di Enrico Vincenzi
CASTELFRANCO. Erano un centinaio i lavoratori presenti ieri mattina in piazza della Cittadella, davanti alla sede dell’Ispettorato del Lavoro. La ragione? Un presidio indetto dalla Fiom/Cgil e dalla...
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CASTELFRANCO. Erano un centinaio i lavoratori presenti ieri mattina in piazza della Cittadella, davanti alla sede dell’Ispettorato del Lavoro. La ragione? Un presidio indetto dalla Fiom/Cgil e dalla Fim/Cisl in solidarietà con Eva Rosa Colella, lavoratrice dell’azienda castelfranchese Glem Gas con contratto part time a tempo indeterminato, licenziata senza preavviso il 12 settembre. «Ho lavorato alla Glem Gas quasi 18 anni - racconta Colella - ed il giorno 12 mi hanno chiamata al centralino dicendomi che mi dovevano dare una lettera». Si aspettava di ricevere un avviso di ammonimento per eventuali mancanze sul lavoro. «Ho chiesto cosa avessi fatto di male - continua la donna -, invece la mia superiore, mi ha detto: “Non è un’ammonizione, è una lettera di licenziamento”». La motivazione? «Mi hanno detto che era per esubero, per ristrutturazione». Colella si è così trovata senza lavoro nell’arco di pochi minuti, senza preavviso. «Io sono lì da 18 anni, mi sono sempre data da fare, con varie mansioni in vari reparti. Non vedo perché debbano lasciarmi a casa con il mio contratto, con una famiglia, un mutuo, dei figli quando ho sempre fatto il mio dovere». La reazione di Colella non si è fatta attendere: si è rivolta ai sindacati, che hanno organizzato il presidio. Ieri mattina si è svolto negli uffici dell’Ispettorato il tentativo di conciliazione obbligatorio tra Glem Gas e Eva Rosa Colella, assistita da Fiom/Cgil. Si è tentato di trovare soluzioni alternative al mancato accordo con una proposta di rinvio, che però non è andata a buon fine: per la lavoratrice e la Fiom il rinvio poteva essere condiviso se finalizzato al ritiro del licenziamento e all’immediato ritorno in azienda della donna. Viceversa da parte aziendale, il rinvio era finalizzato solo a prendere tempo e dare alla lavoratrice possibilità di altre soluzioni e ricollocazioni presso altre imprese. La vertenza, fanno sapere i sindacati, proseguirà quindi sul piano legale. «Tutto ciò conferma che i cambiamenti sui licenziamenti e gli ammortizzatori sociali (Riforma Fornero, Jobs Act) che tolgono vincoli all’impresa, non producono effetti positivi sull’occupazione, ma, essendo meno costoso licenziare individualmente un singolo lavoratore che utilizzare ammortizzatori sociali, determinano che le imprese preferiscono la scorciatoia del licenziamento», dicono Fiom/Cgil e Fim/Cisl.
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