Gazzetta di Modena

Modena

I cacciatori sull’Aventino preparano la “secessione”

di Daniele Montanari
I cacciatori sull’Aventino preparano la “secessione”

Durissima strategia di Serra, Pavullo, Polinago e Prignano contro l’Atc Modena 2 «Gestione fallimentare, poca selvaggina e strategia per accontentare qualcuno»

2 MINUTI DI LETTURA





Terremoto nel mondo della caccia modenese dove si profila una sorta di “secessione”. Il Comitato cacciatori di Serra il 19 settembre ha inviato a Regione (assessore Simona Caselli), Servizio territoriale di Modena (ex Provincia), Unione e Comune una lettera corredata da 78 firme (la netta maggioranza dei praticanti, in tutto un centinaio) manifestando la volontà di uscire dall’Atc Modena 2 (il principale della provincia che raggruppa 24 Comuni: da Nonantola e Soliera fino a Montese, Prignano, Polinago, Pavullo e Serra appunto) per confluire nel Modena 3 (che copre Lama Mocogno, Pieve, Riolunato, Fiumalbo, Montecreto, Fanano, Sestola e, sulla dorsale ovest, Montefiorino, Palagano e Frassinoro). E con Serra la stessa mossa la stanno compiendo Pavullo, Polinago e Prignano.

Se la proposta fosse accolta, ora che la Regione sta stendendo il piano faunistico-venatorio, sarebbe un “terremoto” geografico: l’Appennino, che è la zona di caccia più ambita, finirebbe per fare parte a sé, sotto l’egida dell’Atc Mo 3.

«Le motivazioni - dicono dal Comitato di Serra - sono da ricercarsi in una gestione del territorio assolutamente fallimentare da parte dell’Atc Mo 2. A nostro giudizio, negli anni si sono operate scelte che non hanno fatto gli intessi di tutti (la mancanza di selvaggina nei territori montani ne è la testimonianza) ma di pochi, attraverso una strategia pianificata creando dei capi distretto con accordi di Palazzo e non elezioni democratiche. Queste persone hanno poi operato disponendo significativi cambiamenti sul territorio, sicuramente graditi ai loro sostenitori, ma non alla collettività dei cacciatori: vedi le cinte comunali che così fatte ci fanno venire in mente quasi delle riserve private».

Lo strappo insomma è motivato con una richiesta di giustizia: «Il quadro attuale - notano dal Comitato - è molto triste, perché sembra che nessuno possa intervenire per eliminare soprusi come la perimetrazione di territori con tabelle inchiodate o avvitate su piante di ignari proprietari. E dire che la gestione dell’Atc Mo 2 è fatta con spese rilevanti e ottimi stipendi assegnati a figure che dovrebbero essere sempre al servizio di tutti. Invece anche il ricevimento in ufficio è ridotto a due soli giorni la settimana. Ci spiace, ma dobbiamo dire chiaramente che, a fronte di questa situazione, il legame che esisteva tra la dirigenza dell’Atc Mo 2 e la maggior parte dei cacciatori di Serra, Pavullo, Polinago e Prignano si è definitivamente spezzato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google