In 200 al Consiglio sui vigili ma gli agenti si arroccano
di Marco Pederzoli
Vignola. Pelloni detta la strategia di uscita dall’Unione: «In tre settimane votiamo» I motivi: dissidi con gli altri sindaci e la voglia di cambiare subito il comandante
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VIGNOLA. È finito soltanto verso le 2 di notte l’attesissimo consiglio Comunale che, tra i vari punti, doveva discutere (senza ancora votare) quella che è già stata ribattezzata la “Vignol exit”, ovvero l’uscita del Comune di Vignola dal Corpo Unico di polizia municipale dell’Unione. Numerosissima, almeno 200 persone, la partecipazione del pubblico (con gente anche nel corridoio), che ha seguito tutta la discussione.
Una cosa è già comunque certa: Vignola uscirà dal Corpo Unico. Il sindaco Simone Pelloni, nel suo intervento, ha dettato anche i tempi: «Entro due o tre settimane andremo in Consiglio per deliberare». Nella seduta, che ha visto gli agenti della municipale abbandonare l’aula per protesta contro il restrittivo regolamento degli interventi, la maggioranza ha illustrato anche i motivi per cui è stata decisa la “Vignol – exit”. Innanzitutto è stata evidenziata dall’assessore alla Sicurezza, Roberta Amidei, una certa “continuità amministrativa” con atti già assunti dall’amministrazione precedente, ossia quella di Mauro Smeraldi. La Amidei ha infatti ricordato come nel giugno 2015 l’allora maggioranza approvò un ordine del giorno in cui si evidenziava che la copertura del servizio di polizia municipale su Vignola non era adeguata; nell’ottobre 2015 ci si accordò per un progetto che prevedeva verifiche trimestrali e poi annuali; nel dicembre 2016 una lettera, presentata all’Unione dai rappresentanti delle tre liste allora in maggioranza a Vignola, sottolineava che gli obiettivi non erano stati raggiunti. E nel gennaio 2017, ha sempre la Amidei, “Smeraldì votò contro in Unione per il mancato potenziamento del presidio su Vignola e per la mancata attivazione della videosorveglianza”.
Il sindaco Pelloni ha poi aggiunto che tra i motivi della “Vignol - exit” c’è stata anche la mancanza, all’interno dell’Unione, dell’assetto organizzativo sulla sicurezza. In altri termini, ha pesato la decisione della presidente Emilia Muratori di riconfermare come assessore alla Sicurezza il sindaco di Castelvetro, Fabio Franceschini. E tra le ragioni dell’abbandono ormai certo ha pesato anche la volontà dell’Unione di fare il concorso per il nuovo comandante solo nel 2019 anzichè subito. La porta, tuttavia, da parte di Vignola non è del tutto chiusa. Oltre alla volontà di allearsi con Savignano, Pelloni ha aperto a “servizi in forma associata” con il Corpo Unico. Ma allo stato attuale, il punto interrogativo è d’obbligo.
Una cosa è già comunque certa: Vignola uscirà dal Corpo Unico. Il sindaco Simone Pelloni, nel suo intervento, ha dettato anche i tempi: «Entro due o tre settimane andremo in Consiglio per deliberare». Nella seduta, che ha visto gli agenti della municipale abbandonare l’aula per protesta contro il restrittivo regolamento degli interventi, la maggioranza ha illustrato anche i motivi per cui è stata decisa la “Vignol – exit”. Innanzitutto è stata evidenziata dall’assessore alla Sicurezza, Roberta Amidei, una certa “continuità amministrativa” con atti già assunti dall’amministrazione precedente, ossia quella di Mauro Smeraldi. La Amidei ha infatti ricordato come nel giugno 2015 l’allora maggioranza approvò un ordine del giorno in cui si evidenziava che la copertura del servizio di polizia municipale su Vignola non era adeguata; nell’ottobre 2015 ci si accordò per un progetto che prevedeva verifiche trimestrali e poi annuali; nel dicembre 2016 una lettera, presentata all’Unione dai rappresentanti delle tre liste allora in maggioranza a Vignola, sottolineava che gli obiettivi non erano stati raggiunti. E nel gennaio 2017, ha sempre la Amidei, “Smeraldì votò contro in Unione per il mancato potenziamento del presidio su Vignola e per la mancata attivazione della videosorveglianza”.
Il sindaco Pelloni ha poi aggiunto che tra i motivi della “Vignol - exit” c’è stata anche la mancanza, all’interno dell’Unione, dell’assetto organizzativo sulla sicurezza. In altri termini, ha pesato la decisione della presidente Emilia Muratori di riconfermare come assessore alla Sicurezza il sindaco di Castelvetro, Fabio Franceschini. E tra le ragioni dell’abbandono ormai certo ha pesato anche la volontà dell’Unione di fare il concorso per il nuovo comandante solo nel 2019 anzichè subito. La porta, tuttavia, da parte di Vignola non è del tutto chiusa. Oltre alla volontà di allearsi con Savignano, Pelloni ha aperto a “servizi in forma associata” con il Corpo Unico. Ma allo stato attuale, il punto interrogativo è d’obbligo.
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