«Operai in pausa pranzo al rientro sono licenziati»
Nel mirino le società che hanno in appalto le lavorazioni carni presso Castelfrigo Martedì 20 addetti allontanati dalle linee, mercoledì 40 costretti a restare fuori
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L’attività e le vicende degli operai addetti alla lavorazione carni all’interno di Castelfrigo sono di nuovo nel mirino dei sindacati, che lanciano accuse per quanto accade all’interno dell’azienda di Castelnuovo.
Le accuse provengono dai sindacati Filt-Cgil e Flai-Cgil Modena e non coinvolgono direttamente la stessa Castelfrigo ma le società che hanno in appalto la lavorazione carni dalla stessa impresa castelnovese.
«Mercoledì scorso - dicono i sindacati di Cgil - è stato il secondo giorno di allontanamento discriminatorio di gruppi di lavoratori in appalto presso il sito della Castelfrigo di Castelnuovo».
È noto che nel settore delle carni è diffuso questo sistema, da parte delle aziende committenti, di affidare a cooperative l’appalto delle lavorazioni che stanno alla base dell’attività.
«Un gruppo di una quarantina di lavoratori, usciti per la pausa pranzo del mezzogiorno - continuano i sindacati - mercoledì non è potuto rientrare in quanto i badge erano stati disattivati. Lavoratori allontanati senza accordo sindacale, senza previsione di ammortizzatore sociale, senza garanzia di equa rotazione ed equa distribuzione dell’orario di lavoro. Nel giorno precedente, martedì 26, per una ventina di lavoratori l’allontanamento improvviso dalle linee durante l’orario di lavoro. Le forze dell’ordine sono state fatte intervenire in entrambi i casi: sia il primo giorno quando sono stati fatti uscire i lavoratori, sia il secondo giorno su richiesta dei sindacati poiché era impedito ai lavoratori di rientrare».
«Si ripetono per l’ennesima volta - dicono i sindacati - le azioni unilaterali per allontanare lavoratori sgraditi, nonostante le testimonianze che parlano di lavoro straordinario per gli altri lavoratori rimasti all’interno del sito».
«Siamo impegnati da mesi in una lunga e complessa vertenza sindacale: sono a rischio i posti di lavoro dei dipendenti delle cooperative in appalto presso il sito Castelfrigo – dichiarano Adriano Montorsi di Filt/Cgil e Marco Bottura di Flai/Cgil – Azioni di questo tipo sono contraddette dai fatti riportati dai lavoratori stessi che si vedono impedire l’accesso nonostante la presenza di materiali e prodotti lavorabili all’interno del sito produttivo. È urgente e non più rinviabile la riapertura di un tavolo sul piano industriale dell’azienda Castelfrigo, che possa chiarire le prospettive di sviluppo della vertenza e di tutela dei lavoratori, sia diretti che indiretti, presenti sul sito industriale».
Da parte sua l’azienda Castelfrigo, già in passato al centro di proteste, contestazioni e manifestazioni con interventi delle forze dell’ordine, replica con questa nota: «Ribadiamo - dice Castelfrigo - la nostra estraneità alle logiche interne del Consorzio che gestisce gli appalti endoaziendali. L’iniziativa della Cgil, indicando circostanze non veritiere, costituisce un gratuito e incomprensibile attacco all’azienda e come tale sarà oggetto di denuncia alle competenti autorità».
Le accuse provengono dai sindacati Filt-Cgil e Flai-Cgil Modena e non coinvolgono direttamente la stessa Castelfrigo ma le società che hanno in appalto la lavorazione carni dalla stessa impresa castelnovese.
«Mercoledì scorso - dicono i sindacati di Cgil - è stato il secondo giorno di allontanamento discriminatorio di gruppi di lavoratori in appalto presso il sito della Castelfrigo di Castelnuovo».
È noto che nel settore delle carni è diffuso questo sistema, da parte delle aziende committenti, di affidare a cooperative l’appalto delle lavorazioni che stanno alla base dell’attività.
«Un gruppo di una quarantina di lavoratori, usciti per la pausa pranzo del mezzogiorno - continuano i sindacati - mercoledì non è potuto rientrare in quanto i badge erano stati disattivati. Lavoratori allontanati senza accordo sindacale, senza previsione di ammortizzatore sociale, senza garanzia di equa rotazione ed equa distribuzione dell’orario di lavoro. Nel giorno precedente, martedì 26, per una ventina di lavoratori l’allontanamento improvviso dalle linee durante l’orario di lavoro. Le forze dell’ordine sono state fatte intervenire in entrambi i casi: sia il primo giorno quando sono stati fatti uscire i lavoratori, sia il secondo giorno su richiesta dei sindacati poiché era impedito ai lavoratori di rientrare».
«Si ripetono per l’ennesima volta - dicono i sindacati - le azioni unilaterali per allontanare lavoratori sgraditi, nonostante le testimonianze che parlano di lavoro straordinario per gli altri lavoratori rimasti all’interno del sito».
«Siamo impegnati da mesi in una lunga e complessa vertenza sindacale: sono a rischio i posti di lavoro dei dipendenti delle cooperative in appalto presso il sito Castelfrigo – dichiarano Adriano Montorsi di Filt/Cgil e Marco Bottura di Flai/Cgil – Azioni di questo tipo sono contraddette dai fatti riportati dai lavoratori stessi che si vedono impedire l’accesso nonostante la presenza di materiali e prodotti lavorabili all’interno del sito produttivo. È urgente e non più rinviabile la riapertura di un tavolo sul piano industriale dell’azienda Castelfrigo, che possa chiarire le prospettive di sviluppo della vertenza e di tutela dei lavoratori, sia diretti che indiretti, presenti sul sito industriale».
Da parte sua l’azienda Castelfrigo, già in passato al centro di proteste, contestazioni e manifestazioni con interventi delle forze dell’ordine, replica con questa nota: «Ribadiamo - dice Castelfrigo - la nostra estraneità alle logiche interne del Consorzio che gestisce gli appalti endoaziendali. L’iniziativa della Cgil, indicando circostanze non veritiere, costituisce un gratuito e incomprensibile attacco all’azienda e come tale sarà oggetto di denuncia alle competenti autorità».
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