Gazzetta di Modena

Modena

DIETRO LE QUINTE 

Pd a congresso, malumori su Fava

I giochi sembrano fatti e c’è chi parla di “accordo da sottoscala” 

2 MINUTI DI LETTURA





Tecnicamente ci sarebbero ancora quattro giorni, anche se ormai i giochi sono fatti. Perché il Pd, vista l’impossibilità di trovare un accordo sui nomi di Stefania Gasparini e Filippo Molinari, ha scelto Davide Fava, responsabile Economia della segreteria uscente, come candidato unico per il congresso provinciale del 28 ottobre. Ma l’opzione di Fava segretario, che ha messo d’accordo i due big Matteo Richetti e Stefano Vaccari, non convince soprattutto la sinistra del partito, che in questi giorni ha messo sotto accusa il senatore, parlando di decisione presa con la logica del “caminetto” e non con un ampio confronto. Una posizione ben espressa da Alessandro Pompei, democratico del circolo di San Faustino: «Accordi di palazzo? - si chiede dalla sua pagina Facebook - direi che sia più appropriato dire “accordo da sottoscala”, fatto in segreto, tagliando fuori del tutto gli iscritti che ai congressi di circolo saranno chiamati a votare il designato dopo aver sentito leggere una paginetta di presentazione. Non è stata messa in scena neanche una finta consultazione per rendere la scelta partecipata. Tutto deciso, votate e zitti. Chiunque sia - incalza Pompei - il candidato è l’esito di un patto fra pochi dirigenti a capo delle correnti del Pd. Un candidato, un eletto che il metodo usato rende intrinsecamente debole. Spero che la corrente che si richiama ad Orlando, a cui aderisco, si sia chiamata fuori. Che nessuno dei partecipanti a questa “grillata” si azzardi a parlar male delle modalità delle elezioni di Di Maio. Da parte mia - conclude - rifiuterò la scheda per votare il segretario e sosterrò pubblicamente questa posizione al congresso. Spero che tanti compagni e amici facciano altrettanto». (l.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google