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Supergruppo a sinistra, Vaciglio primo test

Supergruppo a sinistra, Vaciglio primo test

Unione in consiglio tra Mdp e Per me Modena. Per Trande l’imbarazzo di rivedere l’ok dato con il Pd

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Qualcuno la definisce “un gerundio” - il consigliere Campana - qualcun altro garantisce che non si tratta di un’operazione di laboratorio - il capogruppo Trande - anche perché i test sono già stati fatti. Fatto sta che l’unione tra il gruppo consiliare di maggioranza Mdp-Articolo Uno e quello di opposizione “Per me Modena”, annunciato fin dalla visita di Bersani a Modena, a fine giugno, è finalmente diventata realtà: ieri pomeriggio i sette consiglieri del gruppo, il più grande dopo quello del Pd, erano seduti l’uno vicino all’altro, nell’ala sinistra (guardandola dalla prospettiva di Gian Carlo Muzzarelli) del Consiglio comunale. L’operazione è stata presentata ieri mattina da tutti i consiglieri e da Nildo Benuzzi, scelto come rappresentante del gruppo nei quartieri. «Si tratta di un’operazione politica territoriale - spiega il capogruppo Paolo Trande - nata per dare un segnale di unità e di forza per la sinistra». Per quanto riguarda il nome, il gruppo si chiamerà semplicemente “Articolo Uno Mdp-Per me Modena”, unendo le due sigle, mentre i consiglieri della lista civica hanno rinunciato ad avere il vicecapogruppo, ruolo che sarà ricoperto da Marco Cugusi e Vincenzo Walter Stella, entrambi “bersaniani”. Diversi i temi di cui si occuperà il nuovo gruppo: «Abbiamo chiesto con forza di annullare gli aumenti previsti per i canoni delle case popolari - riprende Trande - mentre alla giunta chiederemo di adeguare gli stipendi delle insegnanti della Fondazione Cresci@mo a quelli delle colleghe dipendenti del Comune». Passando al caso Vaciglio, il capogruppo fa notare che «i cittadini hanno mostrato chiaramente che c’è un forte dissenso nei confronti del progetto. Un progetto dalla storia lunga e complicata - incalza Trande, che nel 2013, quando era capogruppo del Pd, votò a favore della Variante - per la quale abbiamo avviato una fase di ascolto incontrando un comitato, mentre a breve incontreremo anche l’altro. Una volta chiusa questa fase prenderemo una posizione, che terrà conto della sostenibilità ambientale, ma anche di quella sociale, economica e democratica. Del resto - conclude il capogruppo - molti dei progetti approvati nei mandati precedenti, compreso quello che si è chiuso nel 2014, rappresentano l’espressione di una vecchia visione della città». Tornando alla politica, l’unione tra i due gruppi guarda apertamente alle politiche 2018, ma soprattutto alle amministrative 2019. E a chi di fronte alle “nozze” con Mdp ha storto il naso, in casa “Per me”, il consigliere Marco Chincarini replica ricordando che «questa scelta rappresenta in realtà l’evoluzione naturale di un percorso partito tre anni fa, per il quale a luglio scorso abbiamo aperto un confronto assolutamente positivo con Adriana Querzè, fondatrice della nostra lista civica». (l.g.)

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