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Valli del Cimone, è scontro «Ci sono dati da nascondere?»

SESTOLA. Dopo l’Unione, il caso Valli del Cimone infiamma anche il Consiglio comunale di Sestola, dove si è riproposta la stessa dinamica. C’era da votare la ricognizione delle partecipate così come...

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SESTOLA. Dopo l’Unione, il caso Valli del Cimone infiamma anche il Consiglio comunale di Sestola, dove si è riproposta la stessa dinamica. C’era da votare la ricognizione delle partecipate così come imposta dal decreto legislativo 165/2016, e il motivo del contendere è stato sempre quello: includere o no il Consorzio nell’elenco, facendo scattare in caso affermativo lo screening della sua situazione contabile. Che non è molto rosea, a fronte di 71mila euro di passivo accumulato nell’ultimo quinquennio.

Se in Unione il segretario Giampaolo Giovanelli aveva dato l’indicazione di includere Valli nell’elenco (poi “clamorosamente” disattesa a maggioranza), a Sestola il segretario Gaetano Busciglio ha espresso parere opposto, che ha portato a un’approvazione “tranquilla” a maggioranza dell’elenco senza Valli.

Ma l’opposizione (Sestola Civica e 5 Stelle) ha manifestato tutta la sua contrarietà, sostenendo che invece Valli è da considerare “organismo strumentale dell’ente” (vista la sua funzione turistica) e che quindi la partecipazione societaria è da elenco. «Già a inizio anno abbiamo chiesto l’uscita da Valli, data l’evidente immobilità dell’ente e l’anti-economicità del finanziamento del Comune», hanno detto Massimo Poggioli e Annibale Tintorri di Sestola Civica.

«L’esito della revisione straordinaria delle proprie partecipazioni, ovvero il piano di razionalizzazione o valorizzazione che le Pubbliche amministrazioni intendono mettere in campo, ha come condizione imprescindibile l’individuare le società “fuori-regola” da dismettere o liquidare», hanno rimarcato, dicendo che il non voler includere l’ente nell’elenco «fa pensare che qualcosa non vada nella gestione del Consorzio».

«Secondo le nostre valutazioni Valli non va nell’elenco - ha ribattuto il sindaco Marco Bonucchi - ma la sua gestione va comunque cambiata. L’ho detto chiaramente all’ultima riunione dei soci: l’ente va riformato, per andare incontro anche alle indicazioni della nuova legge sul turismo, o chiuso. Ma con scelta motivata, non tecnica». (d.m.)

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