A due passi dall’ospedale un rifugio degli spacciatori
Irruzione in una casa colonica in degrado: era diventata anche il dormitorio di una coppia di clandestini con hascisc. Patteggiano un anno, andranno in cella
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A due passi dall’ospedale di Baggiovara avevano creato un rifugio per bivaccare e dormire. Nella casa colonica abbandonata nascondevano la droga e le biciclette rubate. I carabinieri li hanno scoperti quasi per caso durante un controllo della zona. E ieri il giudice ha convalidato i loro arresti mentre i due clandestini hanno chiesto e ottenuto un patteggiamento a un anno di carcere ciascuno.
La coppia di spacciatori era composta da tunisini di 43 e 25 anni. Entrambi senza permessi di soggiorno ed entrambi senza fissa dimora. In realtà, però, la dimora l’avevano trovata proprio in quel casolare in Stradello Opera Pia Bianchi, la strada che gira attorno al parcheggio dell’ospedale di Baggiovara, una strada di passaggio che nessuno considera e quindi ideale per trovare un rifugio vicino al trenino e ai bus.
L’altro giorno nel primo pomeriggio i carabinieri del Nucleo Radiomobile svolgevano un controllo della zona quando la loro attenzione è caduta su due biciclette di marca appoggiate alla parete di una casa colonica in degrado, visibilmente in stato di abbandono. Chiamati i rinforzi, sul posto sono arrivate in tutto tre pattuglie che hanno avviato una perquisizione del caseggiato rurale. I due sono stati trovati e fermati. Tra le loro cose gettate tra i giacigli e gli avanzi di cibo sono stati trovati 25 grammi di hascisc già incellophanati e divisi in dosi regolari, più 695 euro in contanti.
I due sono stati arrestati per spaccio e portati al comando per l’identificazione dove sono risultati due “vecchie conoscenze”. Ieri mattina sono comparsi davanti al giudice, difesi dagli avvocati d’ufficio Lorenzo Bergami e Antonietta Baffa Scirocco. I difensori hanno chiesto e ottenuto di accedere al patteggiamento. I due sono stati condannati a un anno ciascuno che dovranno scontare in carcere perché recidivi: alle spalle avevano numerose denunce e arresti. I carabinieri ora indagano sulle biciclette rubate ritrovate.
La coppia di spacciatori era composta da tunisini di 43 e 25 anni. Entrambi senza permessi di soggiorno ed entrambi senza fissa dimora. In realtà, però, la dimora l’avevano trovata proprio in quel casolare in Stradello Opera Pia Bianchi, la strada che gira attorno al parcheggio dell’ospedale di Baggiovara, una strada di passaggio che nessuno considera e quindi ideale per trovare un rifugio vicino al trenino e ai bus.
L’altro giorno nel primo pomeriggio i carabinieri del Nucleo Radiomobile svolgevano un controllo della zona quando la loro attenzione è caduta su due biciclette di marca appoggiate alla parete di una casa colonica in degrado, visibilmente in stato di abbandono. Chiamati i rinforzi, sul posto sono arrivate in tutto tre pattuglie che hanno avviato una perquisizione del caseggiato rurale. I due sono stati trovati e fermati. Tra le loro cose gettate tra i giacigli e gli avanzi di cibo sono stati trovati 25 grammi di hascisc già incellophanati e divisi in dosi regolari, più 695 euro in contanti.
I due sono stati arrestati per spaccio e portati al comando per l’identificazione dove sono risultati due “vecchie conoscenze”. Ieri mattina sono comparsi davanti al giudice, difesi dagli avvocati d’ufficio Lorenzo Bergami e Antonietta Baffa Scirocco. I difensori hanno chiesto e ottenuto di accedere al patteggiamento. I due sono stati condannati a un anno ciascuno che dovranno scontare in carcere perché recidivi: alle spalle avevano numerose denunce e arresti. I carabinieri ora indagano sulle biciclette rubate ritrovate.
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