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Cambio al vertice della moschea turca: Uysal il nuovo imam

di Gaetano Josè Gasparini
Cambio al vertice della moschea turca: Uysal il nuovo imam

Si chiama Tahir Uysal, ha 34 anni ed è la sua prima missione all'estero. Un mandato che dura cinque anni. Uysal è il nuovo imam della“Ulu Camii”, la moschea turca in via Munari controllata...

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Si chiama Tahir Uysal, ha 34 anni ed è la sua prima missione all'estero.

Un mandato che dura cinque anni.

Uysal è il nuovo imam della“Ulu Camii”, la moschea turca in via Munari controllata direttamente dallo Stato turco attraverso il Ministero degli Affari Religiosi da cui dipende l'agenzia governativa Ditib che gestisce la rete di moschee e centri culturali della diaspora anatolica.

Lo Stato turco si occupa di pagare il personale religioso e il materiale didattico e ogni anno manda centinaia di imam in giro per l'Europa a tutelare l'identità e la cultura islamo-turca dei suoi migranti. In Italia sorgono quattro moschee turche: a Como, a Milano, a Imperia e a appunto nella nostra città, a Modena.

Nella nostra città abitano oltre 1000 cittadini di origine anatolica, comunità numerosa, che orbitano intorno alla Ulu Camii.

L'antico imam Ismail Sofoglu è in procinto di tornare in Turchia. Funziona un po' come la carriera diplomatica: «Al termine dei cinque anni di missione all’estero, gli imam tornano in patria, la turnazione avviene in base al merito: una selezione durissima e dei concorsi pubblici da superare, è una vera carriera professionale», spiega Ozgur Ozcan, portavoce della Ulu Camii che all’occorrenza serve da interprete durante il dialogo.

Perché Tahir Uysal, che si presenta vestito casual e rasato di fresco, non parla l'italiano.

A vederlo non sembrerebbe neanche un imam. Eppure, questo giovane studioso che ora è a Modena, ha un curriculum di tutto rispetto: prima studente medio nelle madrasse di Corum, città dell’Anatolia centrale da cui proviene la maggioranza dei turchi modenesi, e poi all'Università di Ankara dove si laurea a pieni voti in Teologia islamica.

«È la prima volta che metto piede fuori dall'Anatolia: potevo optare fra lavorare in Austria o in Italia, non ho esitato nella mia scelta, gli italiani sono ospitali e cordiali, caratterialmente molto simili ai turchi», afferma l'imam.

Tahir Uysal, alla stregua dei diplomatici, è un rappresentante dello Stato turco all'Estero e non è autorizzato ad esprimere preferenze e opinioni politiche. È un funzionario religioso ed è delegato ad occuparsi soltanto di fede, della didattica e della preghiera.

Un tipo di organizzazione diversa da quella delle altre moschee modenesi, gestite da arabi, in cui gli imam sono spesso autoproclamati o eletti per consenso dai fedeli ma non possiedono nessun titolo di studio.

«Per regolamento - prosegue l’imam - mi è vietato rispondere a domande politiche. Sono appena arrivato e mi sto ambientando, la comunità turca locale è composta da famiglie e da lavoratori. Saluto con affetto tutti i modenesi e li invito a visitare la nostra struttura, a conoscerci meglio», dichiara il nuovo imam.

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