urbanistica
Caso Vaciglio, Legambiente critica
«Un progetto senza qualità, in eredità cemento per vent’anni»
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«Consumo di suolo di un progetto senza qualità». È netta Legambiente a Modena sulla variante urbanistica nell'area di via Morane-Vaciglio, dove sorgeranno 550 nuovi appartamenti in un'area attrezzata anche con spazi verdi. La giunta Muzzarelli ha rivisto il progetto che a breve tornerà in consiglio comunale, ma secondo gli ambientalisti non può bastare. A due giorni dalla scadenza di tutte le osservazioni tecniche sulla variante, è Legambiente, per iniziativa del circolo modenese «Angelo Vassallo», a illustrare la propria osservazione stroncando tutto. «La passata legislatura - premette l'associazione - ha lasciato in eredità alla città di Modena l'edificabilità a fini residenziali delle aree F, una scelta di pianificazione che consegnerà al cemento via Morane, ma anche via Santa Caterina. Due interventi di urbanizzazione che insistono su ben 10 aree agricole per un totale di 182 ettari, pari a 360 campi da calcio». È su queste aree che l'associazione chiede una variante di salvaguardia per conservarne la destinazione agricola. Sarebbe «una scelta tecnicamente realizzabile, come dimostrato dai casi di Reggio e di Cesena» dove, in particolare, nel 2015 sono stati riportati a destinazione agricola oltre 200 ettari di suolo su cui gravavano previsioni sia residenziali sia produttive. Se così non sarà, segnala Legambiente, «grazie alle norme previste dalla legge urbanistica regionale queste aree diventeranno definitivamente territorio urbanizzato e il consumo di suolo a Modena sarà costante per altri 20 anni».
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