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I 30 anni di Alcolisti Anonimi celebrati con un convegno

I 30 anni di Alcolisti Anonimi celebrati con un convegno

MIRANDOLA. «In trent’anni sono state recuperate tante persone alla vita e alla dignità». È con questa missione e con questa speranza che oggi pomeriggio Mirandola vivrà un’occasione importante: un...

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MIRANDOLA. «In trent’anni sono state recuperate tante persone alla vita e alla dignità». È con questa missione e con questa speranza che oggi pomeriggio Mirandola vivrà un’occasione importante: un convegno per celebrare il trentennale di attività del Gruppo Alcolisti Anonimi della Bassa Modenese. All’incontro, convocato per le 15 nella sala consiliare del nuovo municipio, in via Giolitti 22, saranno presenti i medici che in tutto questo tempo hanno sostenuto e collaborato con il gruppo.

Tra gli invitati figura anche il professor Guido Razzaboni che per primo diede impulso al gruppo di auto aiuto, assieme ai suoi giovani collaboratori di allora, come il dottor Doriano Novi e a tanti medici sensibili al tema.

Una storia, quella degli Alcolisti Anonimi, che purtroppo non è destinata ad esaurirsi, vista la mole di persone che ancora oggi, con l’abuso sistematico di alcolici anche tra i giovani e i giovanissimi nelle serate e nei locali “da sballo”, finiscono per ritrovarsi inesorabilmente alcolizzati.

«In effetti - spiega Aldo, uno dei coordinatori del gruppo e dell’evento - alle riunioni ci ritroviamo sempre più persone giovani, ragazzi che trovano la forza o la speranza di uscire dall’angolo in cui l’alcol li ha messi: licenziati dal lavoro, privati della patente perché sorpresi ubriachi alla guida, abbandonati dalla famiglia, o costretti a relazioni conflittuali e difficili dalla loro dipendenza. Ma spesso quella di un gruppo di auto aiuto, in perfetta sintonia con il sistema sanitario, può rappresentare la soluzione. Tra noi c’è gente che è riuscita a guarire tanti anni fa, mentre cimiteri e ospedali sono purtroppo disseminati di chi non ha trovato il coraggio o l’umiltà di volersi salvare».

Alcolisti Anonimi segnala quanto sia stretta ed essenziale la collaborazione con il Sert e i medici di base (di famiglia) della Bassa, a cominciare dai dottori Bigarelli e Trullo.

«Sono loro a prospettare alle persone l’opportunità del gruppo di auto aiuto. Poi noi facciamo la nostra parte. Alle riunioni ci ritroviamo e troviamo il coraggio di raccontare le nostre storie, le nostre difficoltà. Siamo un po’ medici di noi stessi, a quel punto. Perché c’è un lungo percorso da fare, fatto di “un giorno alla volta”, fatto di 12 passi, di cui la lontananza dalla sostanza è solo il primo. Bisogna sapersi rieducare diciamo così alla vita, superare il disagio della personalità che l’alcolismo innesca, perché altrimenti non se ne esce. È una specie di percorso spirituale speciale».

Alcolisti Anonimi venne fondata negli Stati Uniti nel 1935, quando un medico, Bob, e un agente di borsa, Bill, si misero insieme per uscire dal loro problema, che era il problema di tanti altri. «Di gruppi come il nostro - spiega Aldo - nel mondo ce ne sono 100mila, per dare l’idea del problema».

L’incontro di oggi, che vuole anche essere una festa e un ricordo per chi, come Oreste (cofondatore con Aldo) non c’è più, è aperto a tutti i cittadini ed è stato denominato “Trent’anni di A.A. Per A.A. Un giorno alla volta”. Ovviamente gli organizzatori auspicano la presenza delle autorità, anche se il tema resta delicato e impegnativo.

Alcolisti anonimi della Bassa si riunisce ogni lunedì e giovedi alle 20.30 nella sede di via Caboto 3 a Mirandola. Per info, anonime: 333 4208029. (ase)

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