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I cittadini disegnano i tratti del nuovo quartiere Braida

I cittadini disegnano i tratti del nuovo quartiere Braida

A ripensare la nuova Braida, come più volte annunciato dagli amministratori comunali, saranno anche e soprattutto i cittadini, e per rendere il processo partecipativo più efficace arriva un...

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A ripensare la nuova Braida, come più volte annunciato dagli amministratori comunali, saranno anche e soprattutto i cittadini, e per rendere il processo partecipativo più efficace arriva un consulente privato che curerà ogni fase del progetto.

Il soggetto privato incaricato, la ditta Poleis, curerà gli incontri, stabilendone le date e i luoghi e curando la formazione dei partecipanti, con incontri e seminari, si occuperà delle spese relative ad eventuali esperti chiamati a parlare, curerà un progressivo report dei lavori, sosterrà i costi per eventi, buffet e allestimento e si occuperà di diffondere attraverso i mezzi di comunicazione l'avanzamento e i risultati della progettazione condivisa.

Il tutto, ovviamente, non gratis, né per il Comune, chiamato a sostenere il costo fiscale dell'Iva, nè per la Regione, che ha finanziato con ben 15mila euro il progetto “Tessere la città”, con il quale Sassuolo ha partecipato ad un bando regionale promosso proprio per sostenere i processi di partecipazione dei cittadini alle decisioni amministrative.

Il progetto “Tessere la città” riguarda specificatamente il processo di rigenerazione urbana del comparto Cisa-Cerdisa, del quartiere Braida e dell'area di Mezzavia e «si presenta - spiegano dal Comune - come esperimento di un processo di scala urbana per la rigenerazione di una delle aree pubbliche più complesse alla periferia della città».

Come noto, infatti, la zona di Braida negli ultimi decenni ha particolarmente patito alcune scelte e decisioni urbanistiche, che l'hanno portata sul finire del secolo scorso a diventare un quartiere quasi invivibile a causa della criminalità, del degrado di diversi complessi residenziali e immobiliari e del progressivo abbandono di vaste aree produttive, Cisa Cerdisa in primis.

A pesare sul quartiere, negli anni, anche una scarsa progettualità legata ai servizi, alla viabilità, all'insediamento in uno spazio ristretto di moltissimi supermercati e alle aree verdi. Problemi che oggi, con l’avvio dei lavori di demolizione dell'ex ceramica, potrebbero essere risolti, ma che troveranno soluzioni se e solo se le decisioni verranno prese in collaborazione con i cittadini.

L’iniziativa del Comune di aderire al bando risulta dunque assai positiva, se vista su scala locale, mentre non sono mancate le polemiche da parte di alcuni cittadini ed esponenti dell'opposizione per quello che viene definito come un inutile spreco di denaro pubblico: si tratta di fondi regionali in questo caso, sempre provenienti dalle tasche dei cittadini, quindi.

Andrea Gilioli

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