Gazzetta di Modena

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Il canto libero di Serena Daolio sbocciato da un giradischi

di Serena Arbizzi
Il canto libero di Serena Daolio sbocciato da un giradischi

Prima la passione per Beethoven e Debussy. Poi l’approdo alla lirica Talento e musica: dall’infanzia felice tra Carpi e Fossoli ai trionfi di oggi

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CARPI. Un’infanzia felicissima, trascorsa tra i luoghi simbolo di Carpi che le hanno donato quell’ispirazione che ha incanalato il suo talento verso i più importanti palchi del mondo.

Il soprano Serena Daolio ha interpretato i personaggi più famosi dell’opera lirica. E anche il prossimo 22 ottobre, quando il circolo lirico modenese “Mirella Freni” le conferirà il premio alla carriera, alle 16.30 al teatro Sacro Cuore, Serena porterà con sè quelle emozioni bambine che le hanno consentito di realizzare il suo sogno nel mondo della musica.

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«Ho vissuto la mia infanzia a Carpi, fino a 4 anni, poi nella frazione di Fossoli dove i miei avevano acquistato una casa - racconta Serena - allora a Fosslli c’erano poche case e sono cresciuta circondata dalle campagne in cui ho giocato molto con i miei tanti amici. Io ho vissuto un’infanzia felicissima. Ero una bambina molto energica e attiva, curiosa e attratta già allora dal mondo dell’arte, specialmente quello del teatro. Ho frequentato la scuola elementare a Fossoli: ero molto comoda e fin da piccola andavo da sola in bicicletta o a piedi. Le medie sono state quelle in via Magazzeno, alle porte di Carpi. L'emozione che provo quando ripenso a quel periodo è la gioia di condividere i momenti di studio e gioco con i miei amici. Io rimanevo molte ore a scuola, allora si faceva il tempo pieno, ma non mi pesava».

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Nell’infanzia di Serena non sono mancati gli episodi curiosi. «Ricordo un pomeriggio in cui ho fatto arrabbiare mia madre, uno dei tanti perché ero particolarmente vivace... - prosegue il soprano - Eravamo in casa e per nascondermi da lei mi sono rifugiata sotto al mio letto. A un certo punto è arrivato mio padre: mi cercava perché aveva un regalo. Ero divisa tra il timore di essere sgridata e l’eccitazione di vedere cosa ci fosse per me. A un certo punto mi son detta: “Dai, Sere. Vai!”. Sono uscita dal mio nascondiglio, ho affrontato mia madre e sono corsa da mio padre. Aveva in mano un giradischi portatile per 45 giri: è stato uno dei regali più belli che io abbia mai ricevuto. Ascoltavo soprattutto i “Notturni” di Chopin, il “Chiaro di luna" di Beethoven e Debussy. Da lì penso sia nata la mia passione per la musica classica. La lirica è arrivata molto tempo dopo. Ricordo che, da piccola, mi piaceva correre e giocare in piazza Martiri. Allora le macchine riempivano la piazza, ma il posto non mancava: è talmente grande... Una volta stavo mangiando un gelato buonissimo comprato in una gelateria che tuttora esiste. Ero così contenta che ho fatto una giravolta su me stessa per manifestare il mio stato d’animo e il gelato è caduto per terra. Che delusione... Mio padre ha riso non so per quanto tempo e, impietosito dalla mia espressione rattristata, me ne ha comprato un altro».

Serena ha studiato pianoforte tra i 10 e i 13 anni. «Poi ho smesso e in seguito mi sono pentita amaramente - continua Serena Daolio - Però questo percorso mi è servito per capire che già allora avevo una spiccata sensibilità musicale. Amavo molto la recitazione e il teatro. Infatti, quando ho poi intrapreso la carriera di cantante lirica ho potuto mettere in pratica le mie doti sceniche. Ai tempi del liceo intuivo che avrei fatto un mestiere artistico: era difficile manifestarlo in modo concreto perché allora non avevo ancora scoperto di avere una voce adatta allo studio del canto lirico. È successo molti anni dopo, quando avevo già 20 anni e da lì ho iniziato a studiare al Conservatorio di Parma. Carpi mi ha accolta con calore appena ho iniziato a esibirmi in pubblico. Per me è gratificante cantare nella mia città. Lo è stato nel 2004, durante il concerto al Comunale per presentare un cd i cui proventi sono andati alla Casa della Provvidenza di Mamma Nina; i concerti organizzati per anni dalla Fondazione; le esibizioni al Comunale... È sempre bello ritornare».
 

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