Il duello dei migliori cowboy italiani
di Fabrizio Tosi
Gare nazionali di Gimkana Western, con cavalieri provenienti da ogni angolo dello stivale per sfidarsi al circolo Manfredini
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FORMIGINE. Tre bandiere: una italiana, una europea ed una statunitense, cinquantacinque binomi cavallo-cavaliere, un circuito con diverse tipologie di ostacoli da superare, nel minor tempo possibile, ed undici regioni partecipanti. Il tutto riassunto in due parole che danno il nome ad una disciplina sportiva originaria degli Stati Uniti che, anche in Italia, sta iniziando a raggiungere il suo exploit, soprattutto nella nostra regione, con l’apertura, delle fasi finali della Coppa Italia, avvenuta ieri pomeriggio, nel circolo ippico "Manfredini" di via Poggi, a Magreta: la Gimkana Western. Una disciplina sportiva sconosciuta nel nostro dizionario sportivo, ma capace di attrarre un gran numero di curiosi, interessati ad assistere a questa tipologia di equitazione americana dove cavaliere e cavallo affrontano, uno alla volta, il percorso a ostacoli, superando ogni fase, secondo determinate regole stabilite dalla Fiterec Ante (Federazione Italiana Turismo Equestre e TrecAnte, associata al Coni). Ma come si svolge una gara di questo tipo? Dopo una passerella iniziale, dove i rappresentati di ogni regione, identificati da un’apposita camicia (bianca per l'Emilia - Romagna, rossa per la Toscana, nera per la Liguria) percorrono il giro di circuito stringendo la mano a giudici, avversari e cantando l’inno nazionale, entrano in campo singolarmente con l’obiettivo di percorrere, nel minor tempo possibile, il complesso circuito caratterizzato dalla presenza di barili, aste poste orizzontalmente e verticalmente, un cancello che il cavaliere deve aprire e superare, fino al raggiungimento di due parallele, dove il duo uomo-cavallo dovrà penetrare per raggiungere la campana che segnerà la fine del percorso.
«Abilità e velocità sono le due principali caratteristiche di questo sport - afferma Antonio Del Bucchia, responsabile nazionale del torneo -. Gli ostacoli riproducono situazioni che ogni cavaliere può trovare durante una passeggiata in campagna. Questo sport nasce con l’obiettivo di avvicinare all’equitazione americana cavalieri di ogni livello, consentendo loro di migliorare le tecniche equestri applicate nel nostro Paese, grazie alla sua caratteristica propedeutica per l’approccio all’agonismo nelle varie forme che questo sport prevede». Oltre alla velocità e all’abilità, anche la tecnica ricopre un ruolo fondamentale, divenendo un elemento chiave per tutti coloro che vogliono intraprendere o migliorare il loro percorso di equitazione. Molti giovani hanno cavalcato e cavalcheranno, fino a domani, il terreno del “Manfredini”, tra uno slalom ad otto, un quadrato da attraversare e delle aste da superare, potenziando la loro tecnica e la comunicazione che lega cavallo e cavaliere, dall’apertura della fotocellula che decreta l’inizio della corsa, al suono della campana. Gli incontri proseguiranno oggi, dalle 9 fino a sera sarà possibile assistere al trofeo delle regioni, dove 60 binomi, provenienti da otto regioni, con ogni squadra composta da un minimo di quattro cavalieri correrà la sua corsa, cercando di portare nella sua terra il titolo. Stessa gara, ma con obiettivo diverso e un maggior numero di sfidanti, domani: 148 cavalieri si contenderanno il titolo nazionale, regalando al pubblico emozioni che potranno presto entrare nel nostro dizionario sportivo quotidiano.
«Abilità e velocità sono le due principali caratteristiche di questo sport - afferma Antonio Del Bucchia, responsabile nazionale del torneo -. Gli ostacoli riproducono situazioni che ogni cavaliere può trovare durante una passeggiata in campagna. Questo sport nasce con l’obiettivo di avvicinare all’equitazione americana cavalieri di ogni livello, consentendo loro di migliorare le tecniche equestri applicate nel nostro Paese, grazie alla sua caratteristica propedeutica per l’approccio all’agonismo nelle varie forme che questo sport prevede». Oltre alla velocità e all’abilità, anche la tecnica ricopre un ruolo fondamentale, divenendo un elemento chiave per tutti coloro che vogliono intraprendere o migliorare il loro percorso di equitazione. Molti giovani hanno cavalcato e cavalcheranno, fino a domani, il terreno del “Manfredini”, tra uno slalom ad otto, un quadrato da attraversare e delle aste da superare, potenziando la loro tecnica e la comunicazione che lega cavallo e cavaliere, dall’apertura della fotocellula che decreta l’inizio della corsa, al suono della campana. Gli incontri proseguiranno oggi, dalle 9 fino a sera sarà possibile assistere al trofeo delle regioni, dove 60 binomi, provenienti da otto regioni, con ogni squadra composta da un minimo di quattro cavalieri correrà la sua corsa, cercando di portare nella sua terra il titolo. Stessa gara, ma con obiettivo diverso e un maggior numero di sfidanti, domani: 148 cavalieri si contenderanno il titolo nazionale, regalando al pubblico emozioni che potranno presto entrare nel nostro dizionario sportivo quotidiano.
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