LA PROTESTA
Il sindacato Siulp è assente: «Fassari è un “restauratore”»
In chiesa mancava solo il Siulp. Gli agenti che aderiscono al sindacato di polizia non si sono presentati alla cerimonia come segno di protesta contro l’atteggiamento del questore. «Ci spiace dover...
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In chiesa mancava solo il Siulp. Gli agenti che aderiscono al sindacato di polizia non si sono presentati alla cerimonia come segno di protesta contro l’atteggiamento del questore. «Ci spiace dover segnalare, anche quest’anno, che non c’è purtroppo nulla da festeggiare per i poliziotti e per i cittadini di Modena e provincia. Il Siulp ritiene che il momento buio che sta vivendo Modena, dal punto di vista della sicurezza, non possa essere offuscato da parate di militaresca memoria, le quali vogliono spostare l’attenzione dal vero problema, cioè la gestione della sicurezza in questo territorio», afferma la Segreteria Provinciale. «Il Siulp e i poliziotti di questo territorio sanno benissimo che la grave carenza di organico che affligge Modena non solo è stata sottovalutata dall’attuale gestione ma, a causa di scelte poco lungimiranti e contrarie alle regole che governano la nostra amministrazione, si sta minando la funzionalità degli uffici operativi e burocratici».
«In questo delicato contesto, infatti, il Questore invece di prendere in mano seriamente la situazione e cercare con i vertici ministeriali e con i rappresentati politici e istituzionali del territorio di risolvere il problema, emette disposizioni e circolari interne che sulla carta ordinano la riapertura del Posto di Polizia in via Fabriani ma che non dicono concretamente con quali risorse e con quali mezzi, scaricando ancora una volta le responsabilità verso il basso».
«In Questura da più di un anno vige un “regime” di restaurazione e di assenza di comunicazione tra il vertice e la base, volto all’affermazione del pugno duro contro i poliziotti che oggi, a fronte di un impegno straordinario ed in un contesto lavorativo difficile, si vedono sempre più oggetto di azioni punitive, mentre le gratificazioni che dovevano arrivare, anche a seguito del Concertone di Vasco Rossi, non sono mai state nemmeno prese in considerazione».
«In questo delicato contesto, infatti, il Questore invece di prendere in mano seriamente la situazione e cercare con i vertici ministeriali e con i rappresentati politici e istituzionali del territorio di risolvere il problema, emette disposizioni e circolari interne che sulla carta ordinano la riapertura del Posto di Polizia in via Fabriani ma che non dicono concretamente con quali risorse e con quali mezzi, scaricando ancora una volta le responsabilità verso il basso».
«In Questura da più di un anno vige un “regime” di restaurazione e di assenza di comunicazione tra il vertice e la base, volto all’affermazione del pugno duro contro i poliziotti che oggi, a fronte di un impegno straordinario ed in un contesto lavorativo difficile, si vedono sempre più oggetto di azioni punitive, mentre le gratificazioni che dovevano arrivare, anche a seguito del Concertone di Vasco Rossi, non sono mai state nemmeno prese in considerazione».
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