Qui si improvvisa: così il teatro aiuta a migliorare la vita
Partono i corsi dell’associazione Improgramelot Emanuele Zecchini: «Recitare e scoprire se stessi»
Reattività, velocità di pensiero e fantasia sviluppate in modo da reagire agli stimoli, vincere la timidezza e i blocchi personali.
Come?
Con l’improvvisazione teatrale, un modo per conoscere e soprattutto conoscersi attraverso una rappresentazione immediata e senza filtri della realtà.
Nessun copione da recitare, solo vita vera da cui attingere.
Succede nei corsi d'improvvisazione teatrale della associazione culturale Improgramelot che verranno presentati stasera a Modena dalle 21 alle 23.30 presso il circolo Torrazzo in via Papa Giovanni XXII e domani sera a Carpi dalle 21 alle 23.30 presso e in collaborazione con il Circolo Arci Cabassi in via don Albertario 41 (l’associazione tiene le presentazioni anche a Mirandola il lunedì sera alle 21 presso il circolo Aquaragia in via De Pietri, 15). Un corso dove recitare diventa anche una continua scoperta di se stessi e delle proprie potenzialità inespresse, come spiega uno degli insegnanti .
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«Il corso biennale si pone come obiettivo principale quello di mostrare agli allievi attori la possibilità di un uso della tecnica di improvvisazione teatrale concepita non come momento di studio per una migliore definizione del testo o del personaggio, ma come momento immediato di rappresentazione – spiega l’insegnante Emanuele Zecchini, referente della scuola per Modena - Il corso è aperto a tutti, senza limiti d’età e la finalità è quella di approfondire le tecniche improvvisative che porteranno a un saggio di fine corso nel mese di maggio. Dagli studenti universitari ai pensionati, i nostri corsi sono frequentati da persone di tutte le età: ognuno ha i propri “demoni” da scacciare e fare questa esperienza consente alle persone di conoscersi meglio, entrando in confidenza con un gruppo con cui condividere un percorso. Molti ci hanno confessato di iscriversi ai nostri corsi perché in cerca di una rinascita relazionale ed è quello che, in effetti, accade qui».
Lo spettacolo che viene rappresentato nel saggio è un Match d'Improvvisazione vero e proprio, animato da uno spirito di competizione artistico/sportiva fra due squadre di giocatori/attori che si contendono la vittoria in 90 minuti di "gioco" divisi in due tempi. Un maestro di cerimonia illustra al pubblico le varie fasi dello spettacolo, un musicista scalda la platea, un arbitro garantisce la correttezza dell’incontro.
«Nel Match d’improvvisazione teatrale l'attore viene preparato a mettere in moto i propri meccanismi creativi contemporaneamente alla loro rappresentazione in pubblico – spiega Emanuele, che si è avvicinato a questa realtà vedendo un match tredici anni fa – Il pubblico è il vero protagonista della serata: vota dopo ogni improvvisazione per l’una o per l’altra squadra per mezzo di un cartoncino bicolore, determinando l’andamento del match. Per quanto mi riguarda – dice Zecchini – questa esperienza mi ha aiutato a sviluppare il mio carattere estroverso; persone più timide che conosco hanno imparato a essere più espansive e sicure di sé. In questi anni ho visto figli iscriversi ai corsi seguendo le orme dei genitori che si sono lanciati nell’improvvisazione. Ho anche visto nascere diverse coppie, oggi felicemente sposate! La vera soddisfazione, da insegnante, è vedere i ragazzi, alla fine del corso, riuscire a fare qualcosa per loro impensabile, che li gratifica e li fa sentire meglio nella vita di tutti i giorni».
Per ulteriori informazioni, sito internet www.improg.it
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