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Presa la banda delle banche Colpi a Fiorano e Modena

di Francesco Dondi
Presa la banda delle banche Colpi a Fiorano e Modena

I carabinieri bloccano anche i tre pendolari che colpirono di mattina a Spezzano  Il presunto basista è libero: contatti con il gruppo ma solo per questioni di donne

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FIORANO. Sono finiti in carcere dopo una dettagliata e certosina indagine dei carabinieri della Compagnia di Sassuolo, che per mesi li hanno tenuti d’occhio, analizzando i loro movimenti e i contatti, cercando poi di associarli alle rapine che avevano commesso in territorio modenese. E così, suffragati dai fatti, la Procura ha autorizzato l’arresto di un gruppo di pendolari del crimine. Erano arrivati dal milanese per assaltare in pochi giorni due filiali: ad inizio aprile avevano iniziato con il San Geminiano e San Prospero di via Emilia, a Modena e poi avevano concesso il bis un mese dopo quando si presentarono alla Bper di Spezzano. Due operazioni analoghe nelle modalità con un bottino comunque non certamente rilevante rispetto al rischio corso. Eppure la banda, che non ha mai mostrato le armi, lasciando soltanto intendere di averne a disposizione, non si era fatta intimorire dai sistemi di sicurezza. A Modena finì nell’azione anche un cliente, l’unico che stava versando allo sportello circa 2mila euro: presi, così come qualche banconota della cassetta temporizzata. Le telecamere ripresero tre uomini, due alzarono il cappuccio della felpa, l’altro addirittura agì in camicia, a volto scoperto.

A Spezzano, invece, tre banditi entrarono con il viso semi travisato ma piuttosto riconoscibile nonostante i cappellini. Non fecero neppure troppo clamore verso i tre addetti della filiale e un cliente. Semplicemente aggirarono la cassa, arraffarono circa 500 euro e fuggirino su un’auto che li attendeva all’esterno.

Colpi analoghi, volti analoghi e indizi raccolti nell’immediato hanno messo i carabinieri sulla strada giusta, conclusa con un imponente blitz che ha portato in galera alcuni italiani, un magrebino e un modenese, accusato di essere il basista. Ma quest’ultimo è stato liberato nei giorni scorsi dal tribunale del Riesame a cui l’avvocato Enrico Fontana aveva fatto istanza. La difesa ha infatti svolto accertamenti di spessore, tali di convincere i giudici della estraneità dell’uomo. Sì, conosceva i banditi e aveva avuto con loro diversi contatti anche a ridosso dei colpi, così come le celle telefoniche della banda erano state agganciate nei pressi dell’abitazione del modenese. Ma l’avvocato Fontana è riuscito a dimostrare che quei contatti non erano per pianificare i colpi né per dare supporto, ma erano legati a questioni di donne, che avevano intrecciato la vita del suo assistito con quella di un rapinatore.

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