Gazzetta di Modena

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Quando la tecnologia è al servizio della disabilità

di Martina Stocco
Quando la tecnologia è al servizio della disabilità

L’innovazione per abbattere le barriere: dai robot in ambito chirurgico alle applicazioni per far vivere ai non vedenti la bellezza dei beni culturali

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«Durante il periodo di convalescenza, in seguito ad un intervento chirurgico, avevo un pensiero ricorrente: ogni impedimento sarebbe stata un’occasione di apprendimento». Sono state queste le parole pronunciate dallo scrittore Matteo Bortolotti per inaugurare il workshop che ieri mattina è stato realizzato al cinema Raffaello. Il tema del laboratorio? Le tecnologie e la disabilità. All’interno del Festival After Futuri Digitali - Modena Smart Life, infatti, non poteva mancare un approfondimento sulla tematica della disabilità. Ed è proprio al multisala di strada Formigina che si è tenuto, durante l’arco dell’intera mattinata, l’evento focalizzato sull’inclusione lavorativa e scolastica delle persone disabili. A moderare il dibattito c’era, per l’appunto, Bortolotti, giovane scrittore e sceneggiatore che, con un linguaggio altrettanto giovanile, si è rivolto ad una platea di studenti dell’istituto Cattaneo - Deledda. «L’unica cosa che potevo fare in quel momento, dopo l’operazione subita - ha proseguito Bortolotti - era scrivere. Le tecnologie mi hanno aiutato molto». Ma, lo storytelling bolognese non è stato l’unico ad aver arricchito la mattinata con la propria testimonianza. Hanno partecipato anche Consuelo Battistelli, ragazza non vedente che si occupa di gestione delle diversità in Ibm Italia, Sabina Tarozzi, responsabile welfare di Unipol e Giacomo Guaraldi, docente Unimore con la delega per l’inclusione degli studenti con disabilità. La mattinata è poi proseguita con la visione del film “Il diritto di contare”, «sottotitolato e audiodescritto - ha precisato Rita Trombini di Ervet (Emilia Romagna valorizzazione economica territorio) - in modo tale che i presenti possano capire cosa significhi vedere un film accessibile a tutti». Non una novità per il cinema digitale in questione, che dedica il lunedì mattina a proiezioni gratuite per persone disabili. All’ingresso del multisala erano presenti, inoltre, allestimenti con tecnologie pensate apposta per i disabili. «Si possono toccare, provare - ha mostrato Trombini - e vedere. Tra queste ce n’è una specifica per l’accesso ai beni culturali, delle persone disabili, in particolare non vedenti». La manifestazione si sarebbe poi conclusa con un buffet, realizzato dagli studenti della scuola alberghiera e di ristorazione di Serramazzoni, anch’esso accessibile a tutti. Cosa significa? «Anche nella ristorazione c’è bisogno di una maggior attenzione rispetto a questi temi - ha concluso Trombini - motivo per cui gli studenti dello Ial sono stati formati da un esperto per servire persone con disabilità. Significa, nello specifico, avere dei tavoli accessibili fisicamente a tutti, e spiegare ai non vedenti ciò che è presente al buffet: piccole accortezze che fanno la differenza».

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