Smog, boom di malattie e infezioni a naso e gola
di Luca Gardinale
Giovannini (Ausl): «Anziani e bambini i più colpiti. La brutta novità riguarda gli adulti, molti i casi di tosse causata dalle polveri in soggetti meno fragili»
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Dalla riacutizzazione delle malattie respiratorie per i pazienti più fragili all’impennata dei casi di tosse non causata da virus e batteri. Sono solo alcuni degli effetti per l’aumento dell’inquinamento, che secondo il rapporto “La sfida della qualità dell’aria nelle città italiane”, presentato venerdì in Parlamento dalla Fondazione sviluppo sostenibile, vede la Pianura Padana, e in particolare le zone industriali di Modena, Mantova e Ferrara, tra le aree in cui il particolato fine uccide di più.
A soffrire maggiormente sono le vie respiratorie, come conferma il dottor Michele Giovannini, direttore di Pneumologia Aziendale per l’Ausl.
Quali sono i primi effetti dell’aumento dell’inquinamento sulle vie respiratorie?
«Ci sono - risponde - sempre più patologie della respirazione acute e croniche, dall’asma alla broncopneumopatia ostruttiva bronchiale. Il dato clinico più evidente è la riacutizzazione delle malattie respiratorie per i soggetti più fragili, causata proprio dalla grande presenza di inquinanti. Riacutizzazione che, a seconda della qualità degli inquinanti, colpisce sia d’inverno che d’estate».
I più esposti sono sempre anziani e bambini?
«Sì, ma vanno inseriti anche i fumatori, perché l’effetto combinato di fumo e agenti inquinanti è estremamente dannoso. Avendo i filtri naturali come l’epitelio già danneggiati i fumatori sono più esposti alle patologie dell’apparato respiratorio».
E i soggetti che non sono considerati fragili?
«Purtroppo le vie respiratorie sono le prime a risentire della presenza di inquinanti, e questo significa che anche i soggetti non fragili sono a rischio. Negli ultimi tempi abbiamo registrato un aumento clamoroso delle tossi, che non sono però causate da virus o batteri, ma dagli agenti inquinanti, fattori attivi che per scatenano la tosse. Lo stesso vale anche per le infiammazioni di naso e gola, in forte aumento: anche qui spesso non sono i batteri a colpire ma gli agenti inquinanti».
Dovremmo usare mascherine quando usciamo di casa?
«Anche quelle servono comunque a poco: per essere efficaci dovrebbero avere un filtro per il particolato; quelle più comuni e diffuse servono solo a proteggerci dai batteri, non dagli inquinanti».
I Comuni cercano di correre ai ripari con giornate di stop al traffico e con la chiusura delle città ai veicoli più inquinanti, anche se c’è la consapevolezza che questi provvedimenti incidono solo in minima parte.
«Qualsiasi misura - conclude - che possa ridurre l’impatto ambientale è utile, e dunque anche la chiusura al traffico ha un effetto sugli inquinanti presenti nell’aria e di conseguenza sulle nostre vie respiratorie. Insomma, tutto quello che si può fare per ridurre la presenza degli inquinanti rappresenta un’azione positiva».
A soffrire maggiormente sono le vie respiratorie, come conferma il dottor Michele Giovannini, direttore di Pneumologia Aziendale per l’Ausl.
Quali sono i primi effetti dell’aumento dell’inquinamento sulle vie respiratorie?
«Ci sono - risponde - sempre più patologie della respirazione acute e croniche, dall’asma alla broncopneumopatia ostruttiva bronchiale. Il dato clinico più evidente è la riacutizzazione delle malattie respiratorie per i soggetti più fragili, causata proprio dalla grande presenza di inquinanti. Riacutizzazione che, a seconda della qualità degli inquinanti, colpisce sia d’inverno che d’estate».
I più esposti sono sempre anziani e bambini?
«Sì, ma vanno inseriti anche i fumatori, perché l’effetto combinato di fumo e agenti inquinanti è estremamente dannoso. Avendo i filtri naturali come l’epitelio già danneggiati i fumatori sono più esposti alle patologie dell’apparato respiratorio».
E i soggetti che non sono considerati fragili?
«Purtroppo le vie respiratorie sono le prime a risentire della presenza di inquinanti, e questo significa che anche i soggetti non fragili sono a rischio. Negli ultimi tempi abbiamo registrato un aumento clamoroso delle tossi, che non sono però causate da virus o batteri, ma dagli agenti inquinanti, fattori attivi che per scatenano la tosse. Lo stesso vale anche per le infiammazioni di naso e gola, in forte aumento: anche qui spesso non sono i batteri a colpire ma gli agenti inquinanti».
Dovremmo usare mascherine quando usciamo di casa?
«Anche quelle servono comunque a poco: per essere efficaci dovrebbero avere un filtro per il particolato; quelle più comuni e diffuse servono solo a proteggerci dai batteri, non dagli inquinanti».
I Comuni cercano di correre ai ripari con giornate di stop al traffico e con la chiusura delle città ai veicoli più inquinanti, anche se c’è la consapevolezza che questi provvedimenti incidono solo in minima parte.
«Qualsiasi misura - conclude - che possa ridurre l’impatto ambientale è utile, e dunque anche la chiusura al traffico ha un effetto sugli inquinanti presenti nell’aria e di conseguenza sulle nostre vie respiratorie. Insomma, tutto quello che si può fare per ridurre la presenza degli inquinanti rappresenta un’azione positiva».
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