Tavilla: «La festa dei ricercatori copre l'illegalità anche a Modena»
Il docente di diritto critica il sistema Unimore: «È solo uno specchietto per allodole, l’ateneo non paga neanche il dovuto». Solidarietà alla Fregni
MODENA. La Notte dei Ricercatori - attacca con un durissimo post su Facebook Elio Tavilla, uno dei più noti docenti di Unimore, molto conosciuto a Modena - è solo uno specchietto per le allodole in un «contesto di strafottenza e illegalità diffuse» utile a fornire alla «città intera un quadretto rassicurante e drammaticamente falso di cos’è oggi la vita universitaria per i poveri giovani ricercatori».
Tavilla, anche vicepresidente della antichissima Accademia di scienze, lettere e arti, dice la sua il giorno dopo la manifestazione nazionale che venerdì ha presentato alcuni dei principali progetti dell’Università di Modena e Reggio.
Il rettore Andrisano ha premiato all’interno della manifestazione, con una cerimonia, i 116 dottori di ricerca che hanno conseguito il titolo nel corso del 2017.
E questo a Tavilla non sta bene: «È solo circo - dice il docente - perché il titolo quei ragazzi l’hanno già ottenuto e sono costretti a festeggiare solo per le telecamere. Ma poi a quegli stessi dottori l’università non paga le poche centinaia di euro che spetterebbero loro per il ruolo di tutor che tengono per i corsi a distanza. Altro che notte dei ricercatori, è notte fonda e tanti docenti fanno finta di nulla per giustificare le inefficienze del sistema universitario».
Il professor Tavilla nel suo post fa riferimento ai “mali” delle università e con evidenza non apprezza la gestione attuale di Unimore almeno in riferimento alla “finta” premiazione dei dottori di ricerca.
Il docente di diritto medievale e moderno, inoltre, interviene al telefono anche sulla recente inchiesta della Procura di Firenze che ha portato in carcere alcun prof, mentre altri sono stati indagati. Tra questi ultimi anche la docente di diritto tributario Maria Cecilia Fregni - interdetta per un anno dall’insegnamento - che è la vicedirettrice di Giurisprudenza. Lo stesso dipartimento dove insegna da molti anni Elio Tavilla.
«Siamo sgomenti noi docenti e abbiamo dato solidarietà alla Fregni, una delle prof. più responsabili e presenti di Unimore. Non voglio derubricare il reato contestato, ma penso sia esagerato e lei mi ha detto di essere distrutta e di vergognarsi a uscire di casa».
Nel suo post su Fb scrive Tavilla: «La Notte dei ricercatori è una ricerca di complicità circense avanzata dalla dirigenza accademica che sfrutta l’entusiasmo di voi ricercatori e la vostra immagine per accreditarsi come sensibile ai giovani ricercatori, ma che pure a quei giovani ricercatori impedisce ogni forma di accesso alla carriera accademica, finge di non conoscere la quantità enorme di lavoro clandestino e non retribuito svolto per coprire le inefficienze del sistema e la pigrizia di noi docenti».
« Il sistema che si rifiuta persino di pagare le sacrosante somme da fame loro dovute in base a contratti regolarmente firmati da entrambe le parti», aggiunge Tavilla.
«Il tutto in un contesto di strafottenza e illegalità diffuse che tutti accettiamo passivamente, adattandoci ogni tanto a fare i clown, voi dottori e noi docenti, per ammannire ai protagonisti, ai loro famigliari, ai loro amici, alla città intera un quadretto rassicurante e drammaticamente falso di cos’è oggi la vita universitaria per i poveri - letteralmente - giovani ricercatori».
Conclude il professore di diritto: «Vi voglio bene, ma senza lotta e denunce coraggiose non si va da nessuna parte».
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