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Brevini: «Zero riqualificazione nei vecchi centri di vicinato»

Brevini: «Zero riqualificazione nei vecchi centri di vicinato»

«I continui episodi segnalati dai commercianti e dai residenti di Terranova confermano la necessità urgente di intervenire sui centri di vicinato, che spesso si trovano in situazioni di degrado e...

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«I continui episodi segnalati dai commercianti e dai residenti di Terranova confermano la necessità urgente di intervenire sui centri di vicinato, che spesso si trovano in situazioni di degrado e difficoltà». Così, il direttore sindacale di Confesercenti area Modena Fulgenzio Brevini commenta la situazione del centro di vicinato di via Nonantolana, da tempo in mano a una baby-gang che infastidisce e minaccia i lavoratori e i clienti delle attività commerciali. «Una situazione difficile - spiega Brevini - perché oltre ai disagi provocati da questo gruppo di ragazzi, ci sono problemi legati alla scarsità di parcheggi che servono l’area, anche perché una trentina di posti auto sono riservati ai dipendenti Ausl mentre l’altezza dei cordoli rende difficili le operazioni di posteggio, creando spesso ingorghi davanti al centro». Il direttore di Confesercenti Modena fa quindi notare che «il centro di vicinato avrebbe bisogno di una maggiore attenzione da parte dell’amministrazione comunale, perché questi spazi, per essere davvero valorizzati, devono essere fruibili per tutti i cittadini». Proprio per questo, Brevini ha chiesto un incontro al sindaco Gian Carlo Muzzarelli e agli assessori Anna Maria Vandelli (delega alla Pianificazione territoriale) e Ludovica Carla Ferrari (Attività produttive): «Lo “Sblocca Modena” porterà alla nascita di 12 nuovi insediamenti commerciali di medie dimensioni - spiega ancora il direttore dell’associazione - ma prima di dare l’ok alle nuove strutture, il Comune dovrebbe pensare ad un progetto di riqualificazione complessiva dei centri di vicinato esistenti, magari mettendo in campo anche un bando per l’apertura di nuove attività all’interno di questi centri, che spesso sono in sofferenza. In questo modo - conclude Brevini, chiedendo al Comune massima attenzione - si valorizzerebbe l’imprenditoria locale che investe su Modena, lavorando per migliorare quello che esiste già, mentre le nuove strutture che stanno aprendo in città sono spesso in mano a imprenditori di altre regioni o altri Paesi». (l.g.)

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