Gazzetta di Modena

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Fava monta già in sella ed è subito polemica

di Luca Gardinale
Fava monta già in sella ed è subito polemica

Il segretario in pectore: «Dite pure che ha deciso soltanto un caminetto... Voglio un partito unito. Come fare a vincere? Eliminare i “rumori di fondo”»

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Nel mirino mette i “rumori di fondo”, quelli che impediscono al partito di portare avanti le proprie proposte e di valorizzare «la piattaforma di valori comuni», ma anche chi ha detto e scritto che a sceglierlo come candidato unico è stato un “caminetto”, senza ascoltare le esigenze e le perplessità del partito. Davide Fava, segretario in pectore del Pd in quanto unico nome finito nella lista dei candidati - chiusa ieri a mezzogiorno - al congresso provinciale che si terrà giovedì 26 ottobre, si è presentato ieri alla stampa parlando del suo percorso professionale e politico e del partito che ha in mente per i prossimi quattro anni. «Mi occupo di innovazione - ha esordito il futuro segretario - prima l’ho fatto nelle aziende, poi nella cooperazione regionale ed europea, trascorrendo diversi periodi all’estero, e credo che questa esperienza sarà utile anche nella guida del partito, specialmente in un momento in cui è importante saper trovare soluzioni alternative». Per quanto riguarda le perplessità di alcuni democratici per la candidatura unica (diffuse soprattutto a sinistra ed espresse piuttosto chiaramente qualche giorno fa da Alessandro Pompei, iscritto al circolo di San Faustino, che aveva parlato di decisione presa da un “caminetto”), Fava fa sapere che «per il congresso è prevista la possibilità del confronto tra diverse proposte programmatiche, ma anche quella della condivisione di una proposta unitaria, e così è stato. Per il resto - si è rivolto alla stampa - scrivete pure che c’è stato un “caminetto”, un rapporto incestuoso o quello che preferite, ma la realtà è che, pur con posizioni diverse e con un confronto sempre aperto, il partito ha una piattaforma di valori comuni, e la candidatura unica rappresenta l’espressione di questa piattaforma». Quindi, la strada verso il congresso: «Quello di oggi è un primo passo, mentre ora ci aspetta un percorso nei circoli, che sono i nostri piedi e le nostre gambe. E’ con loro, prima di tutto, che lavoreremo intensamente». L’importante, fa notare il segretario in pectore, è riuscire a confrontarsi «riducendo però il rumore di fondo e pensando alle proposte». “Rumore di fondo” che è stato protagonista anche delle amministrative di Vignola (vinte dal centrodestra al ballottaggio), vissute in prima linea da Fava in quanto segretario reggente dopo le dimissioni di Federico Clò: «Quel rumore di fondo non ci ha consentito di utilizzare al meglio le nostre energie - aggiunge - ma quella vignolese per me è stata un’esperienza importante nonostante la sconfitta. Ora, pensando ai prossimi appuntamenti elettorali in tutta la provincia, dobbiamo confrontarci, valorizzando la nostra piattaforma comune di idee, e guardare con fiducia alle sfide spettacolari che si attendono nel 2018 e nel 2019». E a proposito di sfide importanti, a Modena partito e amministrazione sono alle prese con il caso Vaciglio e con le 550 case che nasceranno in via Morane: «A Modena il Pd è partito di governo da tanto tempo - spiega - e questo fa sì che a volte ci si trovi a realizzare progetti pianificati anche dieci o quindici anni prima. Così, la giunta attuale ha rivisto e modificato il progetto di via Morane, andando incontro ad alcune delle richieste arrivate dai residenti. Detto questo, quella di Vaciglio è una realtà complessa: senza dubbio quello del consumo di territorio è un tema importante, ma tra le risorse in ballo c’è anche il diritto all’abitare, con l’esigenza di tante famiglie di avere una casa a prezzi calmierati».

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