Fregni: «Non raccomandai allievi»
Concorsi truccati, la docente di diritto tributario ha risposto al gip per 90 minuti
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Se i docenti di diritto tributario direttamente coinvolti nello scandalo dei concorsi truccati sono rimasti in silenzio davanti al giudice delle indagini preliminari di Firenze Antonio Pezzuti, la professoressa modenese Maria Cecilia Fregni ha parato per un’ora e mezza filata. Ha spiegato per filo e per segno ogni episodio che la vede coinvolta, tramite intercettazioni, nell’inchiesta che ha fatto tremare uno dei settori più potenti della giurisprudenza italiana.
«È stato un incontro sereno», ha detto a fine interrogatorio il suo avvocato nonché collega, prof. Giulio Garuti. In particolare, il gip ha chiesto notizie precise sulla fusione tra cordate che ruotano attorno a cenacoli di studio, a società e a riviste di settore. Proprio da questi gruppi di tributaristi dediti all’insegnamento, secondo la Procura di Firenze, sarebbero scaturite le combine tra le commissioni che dovevano valutare candidati per la docenza di prima e seconda fascia. In questo caso, la Fregni - che d’altro canto non era in nessuna commissione - ha spiegato come funzionavano i gruppi e cosa sapeva lei delle loro attività. In questo ambito ha spiegato al magistrato come va inquadrata la frase «Chi è assente ha sempre torto e quindi abbiamo fregato»... (frase interrotta). L’altra frase che l’ha messa nei guai è stata: «Noi abbiamo tutti i candidati, abbiamo dei candidati più decorosi».
Affermazione di troppo detta al telefono al suo maestro, il professor Francesco Tesauro, per molti anni docente alla facoltà di Modena e ora a Milano Bicocca (oltre ad avere un importante studio in centro a Milano). Tesauro - che ora è uno degli indagati eccellenti - sente al telefono questa frase dalla sua ex allieva che lo spalleggia. E ieri la ex allieva ha spiegato al giudice che intendeva riferirsi non a una raccomandazione ma alla presentazione di allievi meritevoli di partecipare ai concorsi universitari. Allievi che lei ha seguito e che in occasione di un incontro tra tributaristi ha esposto a Fabrizio Amatucci, oggi ritenuto uno degli elementi chiave della combine per truccare i concorsi. Una semplice segnalazione di allievi, insomma; non una lista di nomi all’interno di uno schema di giochi di scambi di favori tra baroni universitari. L’avvocato Garuti ha spiegato che nei prossimi giorni valuterà se presentare la richiesta di revoca dell’interdizione per la Fregni dalle attività universitarie: già da ora non potrà insegnare né tenere esami né assistere i laureandi fino a fine settembre 2018. (c.g.)
«È stato un incontro sereno», ha detto a fine interrogatorio il suo avvocato nonché collega, prof. Giulio Garuti. In particolare, il gip ha chiesto notizie precise sulla fusione tra cordate che ruotano attorno a cenacoli di studio, a società e a riviste di settore. Proprio da questi gruppi di tributaristi dediti all’insegnamento, secondo la Procura di Firenze, sarebbero scaturite le combine tra le commissioni che dovevano valutare candidati per la docenza di prima e seconda fascia. In questo caso, la Fregni - che d’altro canto non era in nessuna commissione - ha spiegato come funzionavano i gruppi e cosa sapeva lei delle loro attività. In questo ambito ha spiegato al magistrato come va inquadrata la frase «Chi è assente ha sempre torto e quindi abbiamo fregato»... (frase interrotta). L’altra frase che l’ha messa nei guai è stata: «Noi abbiamo tutti i candidati, abbiamo dei candidati più decorosi».
Affermazione di troppo detta al telefono al suo maestro, il professor Francesco Tesauro, per molti anni docente alla facoltà di Modena e ora a Milano Bicocca (oltre ad avere un importante studio in centro a Milano). Tesauro - che ora è uno degli indagati eccellenti - sente al telefono questa frase dalla sua ex allieva che lo spalleggia. E ieri la ex allieva ha spiegato al giudice che intendeva riferirsi non a una raccomandazione ma alla presentazione di allievi meritevoli di partecipare ai concorsi universitari. Allievi che lei ha seguito e che in occasione di un incontro tra tributaristi ha esposto a Fabrizio Amatucci, oggi ritenuto uno degli elementi chiave della combine per truccare i concorsi. Una semplice segnalazione di allievi, insomma; non una lista di nomi all’interno di uno schema di giochi di scambi di favori tra baroni universitari. L’avvocato Garuti ha spiegato che nei prossimi giorni valuterà se presentare la richiesta di revoca dell’interdizione per la Fregni dalle attività universitarie: già da ora non potrà insegnare né tenere esami né assistere i laureandi fino a fine settembre 2018. (c.g.)
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