Ospedale e donazioni inutilizzate Riesplode la questione sanità
Mirandola. Il comitato in difesa della struttura convoca i cittadini per un’assemblea pubblica «La gente ha regalato attrezzature per milioni di euro, ma se chiedi di usarle i tempi sono biblici»
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MIRANDOLA. “Sanità nell’Area Nord: quanto abbiamo dato per il contenimento delle spese Ausl?”.
All’insegna di questo e altri pesanti interrogativi, venerdì a Cividale il prof Ubaldo Chiarotti, dell’associazione Salviamo l’ospedale della Bassa, terrà un incontro pubblico sulla “nostra salute a Mirandola”.
L’appuntamento è organizzato presso la saletta della stazione ferroviaria, alle 20.30, e fa seguito anche a recenti discussioni, che riaprono una ferita mai chiusa dal famoso referendum di qualche tempo fa.
L’ultima delle quali al festival dell’Unità di Modena, con il botta e risposta tra i rappresentanti del comitato, protagonisti di una sorta di blitz, e il sindaco di Mirandola, Maino Benatti. Il quale, alla contestazione del drastico calo dei posti letto nell’ospedale di Mirandola, aveva difeso una sanità coordinata tra la Bassa e Carpi, nella quale i numeri dei posti letto in sè non contano, e dove il paziente possa al più presto tornare a casa. «Perchè i cittadini dell’Area Nord devono accontentarsi di 1,5 posti letto per mille abitanti, anzichè dei 3,7 ogni mille, come previsto dalla legge Lorenzin?», incalza il comitato.
Il riferimento è evidentemente anche alle numerose attrezzature che l’associazione La Nostra Mirandola ha donato alla sanità della Bassa, con spese rilevantissime e sulla base dei bisogni suggeriti.
Ad esempio una Moc, attrezzatura per eseguire l’esame per l’osteoporosi, presente a Mirandola dal 2013. Una cabina audiometrica completa di Impedenzometro e audiometro per il Servizio di Otorinloringoiatria, per la misurazione dell’udito. Un Biometro per il servizio di Oculistica, donato per velocizzare la visita pre-cataratta. Un’automedica attrezzata secondo le ultime regole dell’emergenza -urgenza. Poi un Videodermatoscopio per il servizio di dermatologia presente già dal 2013, per scoprire il melanoma (nel 2016 ne sono stati scoperti una trentina). Ancora: una attrezzatura completa per la Pneumolgia compresa di Ebus (in Italia a tutt’oggi gli Ebus Pentax presenti sono 14), poi 14 letti pieghevoli ed elettrici, due attrezzature per la movimentazione del ginocchio e anca dopo un intervento. E ancora un microscopio modernissimo per la citopatologia.
Bene, si dirà. Se non fosse che sempre più spesso viene sottolineato dai cittadini che quando si recano al Cup o presso le farmacie per prenotare, viene loro risposto che non sono arrivate le liste di Mirandola.
C’è chi racconta che per prenotare una Moc a pagamento e non, è stato risposto che a Mirandola non si può fare a pagamento, mentre chi ha la prenotazione in mano si è sentito dire che «non sappiamo il calendario di Mirandola», o che l’unica possibilità è il 18 giugno dell’anno prossimo. «E così per le visite audiometriche, per le quali i pazienti sono dirottati a Finale mentre a Mirandola e per la cataratta danno tempi di quasi 12 mesi di attesa», racconta qualche deluso, aggiungendo di avere scelto altre note strutture, spesso fuori regione. Il timore è che ci siano dei vuoti nella riorganizzazione nella sanità, che penalizzino una popolazione che sta invecchiando sempre più e necessita di servizi vicini e di qualità.
«L’associazione “La nostra Mirandola” ha donato per oltre due milioni e 400.000 euro per facilitare ed evitare i disagi di gravosi spostamenti in altre strutture, e anche a noi sono pervenute segnalazioni di questo tenore», conferma senza volersi sbilanciare la referente Nicoletta Vecchi Arbizzi.
Provando a verificare, la farmacia risponde che per prenotare una Moc le liste le apriranno il 30 novembre e gli esami audiometrici il 31 ottobre. (ase)
All’insegna di questo e altri pesanti interrogativi, venerdì a Cividale il prof Ubaldo Chiarotti, dell’associazione Salviamo l’ospedale della Bassa, terrà un incontro pubblico sulla “nostra salute a Mirandola”.
L’appuntamento è organizzato presso la saletta della stazione ferroviaria, alle 20.30, e fa seguito anche a recenti discussioni, che riaprono una ferita mai chiusa dal famoso referendum di qualche tempo fa.
L’ultima delle quali al festival dell’Unità di Modena, con il botta e risposta tra i rappresentanti del comitato, protagonisti di una sorta di blitz, e il sindaco di Mirandola, Maino Benatti. Il quale, alla contestazione del drastico calo dei posti letto nell’ospedale di Mirandola, aveva difeso una sanità coordinata tra la Bassa e Carpi, nella quale i numeri dei posti letto in sè non contano, e dove il paziente possa al più presto tornare a casa. «Perchè i cittadini dell’Area Nord devono accontentarsi di 1,5 posti letto per mille abitanti, anzichè dei 3,7 ogni mille, come previsto dalla legge Lorenzin?», incalza il comitato.
Il riferimento è evidentemente anche alle numerose attrezzature che l’associazione La Nostra Mirandola ha donato alla sanità della Bassa, con spese rilevantissime e sulla base dei bisogni suggeriti.
Ad esempio una Moc, attrezzatura per eseguire l’esame per l’osteoporosi, presente a Mirandola dal 2013. Una cabina audiometrica completa di Impedenzometro e audiometro per il Servizio di Otorinloringoiatria, per la misurazione dell’udito. Un Biometro per il servizio di Oculistica, donato per velocizzare la visita pre-cataratta. Un’automedica attrezzata secondo le ultime regole dell’emergenza -urgenza. Poi un Videodermatoscopio per il servizio di dermatologia presente già dal 2013, per scoprire il melanoma (nel 2016 ne sono stati scoperti una trentina). Ancora: una attrezzatura completa per la Pneumolgia compresa di Ebus (in Italia a tutt’oggi gli Ebus Pentax presenti sono 14), poi 14 letti pieghevoli ed elettrici, due attrezzature per la movimentazione del ginocchio e anca dopo un intervento. E ancora un microscopio modernissimo per la citopatologia.
Bene, si dirà. Se non fosse che sempre più spesso viene sottolineato dai cittadini che quando si recano al Cup o presso le farmacie per prenotare, viene loro risposto che non sono arrivate le liste di Mirandola.
C’è chi racconta che per prenotare una Moc a pagamento e non, è stato risposto che a Mirandola non si può fare a pagamento, mentre chi ha la prenotazione in mano si è sentito dire che «non sappiamo il calendario di Mirandola», o che l’unica possibilità è il 18 giugno dell’anno prossimo. «E così per le visite audiometriche, per le quali i pazienti sono dirottati a Finale mentre a Mirandola e per la cataratta danno tempi di quasi 12 mesi di attesa», racconta qualche deluso, aggiungendo di avere scelto altre note strutture, spesso fuori regione. Il timore è che ci siano dei vuoti nella riorganizzazione nella sanità, che penalizzino una popolazione che sta invecchiando sempre più e necessita di servizi vicini e di qualità.
«L’associazione “La nostra Mirandola” ha donato per oltre due milioni e 400.000 euro per facilitare ed evitare i disagi di gravosi spostamenti in altre strutture, e anche a noi sono pervenute segnalazioni di questo tenore», conferma senza volersi sbilanciare la referente Nicoletta Vecchi Arbizzi.
Provando a verificare, la farmacia risponde che per prenotare una Moc le liste le apriranno il 30 novembre e gli esami audiometrici il 31 ottobre. (ase)
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