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Scontro sulla Romagna autonoma

Scontro sulla Romagna autonoma

La Lega spinge per “uscire” dall’Emilia. Bonaccini: «Vi dà fastidio il boom?»

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«L’autonomia è una cosa seria e come tale va trattata». È il messaggio che la Lega Nord ribadisce dall’Emilia Romagna, presentando le proprie proposte alla vigilia di un’assemblea regionale incentrata sul tema. «Il nostro è un grido di dolore - dichiara provocatoriamente Alan Fabbri, capogruppo del Carroccio - nato dopo aver letto il documento del presidente Bonaccini, in cui viene richiesta una forma totalmente annacquata di autonomia. Ma sia chiaro: nella trattativa con il Governo, Bonaccini deve portare a casa come minimo le ventun competenze previste dagli articoli 116 e 117 della costituzione, così come chiediamo noi nella nostra risoluzione. Altrimenti non stiamo parlando di autonomia, ma di una cosa diversa».

«Forse dà fastidio che questa bellissima regione sia prima per crescita, tasso di attività ed export, dunque meglio dividerla per farne due parti più deboli?». Nel rispondere alla Lega Nord, dopo l’attacco della proposta del governo regionale dell'Emilia-Romagna («una pagliacciata»), il presidente Stefano Bonaccini punta il dito sul rilancio da parte del Carroccio sul referendum per l'istituzione della Regione Romagna, per il quale saranno raccolte le 80mila firme necessarie. «Leggo - scrive il presidente via Facebook- che dagli esponenti romagnoli della Lega Nord arrivano insulti sulla richiesta al governo di maggiore autonomia (visto che siamo regione virtuosa) attraverso l'articolo 116 della Costituzione italiana, che domani discuteremo in assemblea legislativa. Richiesta, peraltro, che porta con sè con il sostegno delle parti sociali». Ognuno «utilizza il linguaggio che crede- prosegue Bonaccini- ma se invece di definire “carta igienica” la nostra proposta gli esponenti leghisti provassero ad entrare nel merito della stessa, aiuterebbero il confronto. Viceversa, ripropongono la richiesta di dividere l'Emilia dalla Romagna, creando addirittura due regioni separate». La proposta dell'Emilia-Romagna, che verrà votata oggi sotto forma di risoluzione, ha ricevuto il via libera delle parti sociali, riunite in viale Aldo Moro a Bologna.

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