Gazzetta di Modena

Modena

Sentiero matildico “scippato”, prove di pace

Sentiero matildico “scippato”, prove di pace

Frassinoro. L’Ente Parchi Emilia Centrale: «C’è un progetto di recupero da 120mila euro». I primi lavori

2 MINUTI DI LETTURA





FRASSINORO. La direzione dell’ente parchi Emilia Centrale cerca di mediare, dopo che nelle alte borgate di Frassinoro si sono ribellati allo “scippo” del Sentiero Matildico, passato sul fronte reggiano del Dolo.

«L’Ente Parchi Emilia Centrale - spiega il direttore dell’ente, Valerio Fioravanti - è interessato territorialmente con la parte più occidentale del Parco del Frignano che si identifica con il comune di Frassinoro. Intendiamo precisare che il Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano ha già programmato la presentazione di un progetto a valere sull’ Azione B.1.3 (Beni e servizi a supporto dell'escursionismo) che sarà attuato in convenzione con l’Ente Parchi Emilia Centrale ed il Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, entrambi fortemente interessati alla valorizzazione e alla promozione del Sentiero Matilde, già oggetto, lo scorso anno, di due progetti sulla sentieristica con richiesta di finanziamento alla Regione, poi concesso solo in minima parte».

Considerato il comune interesse del Gal e dei due Enti Parco sulle “vie storiche” si è deciso di redigere un comune progetto, il quale prevede che un terzo di risorse (circa 120 mila euro) siano destinate al Sentiero Matilde che, nel modenese, riguarda proprio i tratti compresi nel comune di Frassinoro oggetto delle proteste.

«Questo intervento - spiega Fioravanti - è da considerarsi solo un primo passo: altre risorse potranno essere messe a disposizione attraverso il progetto di sistema regionale Gal ed inoltre, sul modello della Via Romea, si dovrà definire un’associazione di “strada” affinché, oltre ai due Enti Parco, anche i Comuni interessati siano coinvolti e partecipino alla manutenzione ordinaria del tracciato, delle aree di sosta e della segnaletica».

Secondo Fioravanti « il “Sentiero Matilde” viene ideato a metà degli anni '90 con l’intento di portare l’escursionista a “camminare nella storia”, in stretto rapporto con i comuni definiti “matildici” dalla legge regionale 44, ovvero: Bibbiano, Canossa, Quattro Castella, Vezzano sul Crostolo, Carpineti, S. Polo d'Enza, Casina, Toano, Castellarano, Baiso e Vetto in provincia di Reggio; Neviano degli Arduini e Palanzano in provincia di Parma e Frassinoro in provincia di Modena».

Intanto qualcosa sembra muoversi già ora, per porre rimedio alla singolare situazione. Nei giorni scorsi gli operai del Comune hanno liberato tratti del sentiero ormai “seppelliti”, mentre il Cai di Modena ha dichiarato disponibilità a segnare nuovamente il tracciato. Sabato poi è previsto un incontro di carattere politico tra l’amministrazione comunale e un consigliere regionale di riferimento. Bisognerà capire se e fino a che punto si vorrà ripristinare la storia che la gente di Romanoro ha denunciato violata, per il passaggio del sentiero matildico (si dice per la nota frana, ma c’è dietro dell’altro...) da un versante all’altro del Dolo. (a.setti)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google