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Venturi, dentro al restauro che vale due milioni di euro

di Stefano Luppi
Venturi, dentro al restauro che vale due milioni di euro

Il cantiere è ancora nel vivo ma dal 2018 i ragazzi torneranno in via dei Servi Chiuse le succursali di via Rainusso e via Sgarzeria, risparmio da 400mila euro

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Nuovi tetti, quelli affacciati sul panorama del centro storico, nuovi impianti antincendio e di illuminazione, 250 tiranti in ferro che renderanno molto solida la struttura del “nuovo” liceo Venturi.

Nel settembre dell’anno prossimo torneranno nella loro sede storica le centinaia di studenti del liceo artistico che quindi riprenderanno possesso dell’edificio di via dei Servi dopo oltre sei anni dal sisma del maggio 2012 che ne decretò la chiusura. Dal giugno scorso nel sito è attivo il cantiere - gestito dal Consorzio Integra di Bologna di cui fanno parte tra le altre anche Coop Costruzioni di Bologna e Cmb di Carpi - per il ripristino, la messa in sicurezza e il miglioramento sismico degli spazi che ospiteranno 800 alunni in 33 aule oltre a palestra, biblioteca e uffici.

L’edificio è di proprietà del Comune di Modena, anche se è gestito dalla Provincia che dopo la riapertura effettuerà una riorganizzazione: le sedi del Venturi diverranno tre, quella di via dei Servi, quella storica di via Belle Arti e gli spazi all’ex Grazia Deledda di via Monte Kosica.

Le tre scuole potranno ospitare i 1500 studenti attuali - 800 quelli che andranno in via dei Servi dall’autunno 2018 - mentre verranno abbandonate le due attuali succursali di via Rainusso e via Ganaceto per le quali si pagano 400mila euro l’anno. Un risparmio, dunque, al quale vanno ora sommati i finanziamenti dei lavori che interessano via dei Servi. Il quadro economico porta, tra lavori e opere complementari, a una cifra di due milioni e 308mila euro di spesa di cui 825mila dell’ente Provincia e il resto finanziati attraverso fondi del terremoto gestiti da Bologna. L’annuncio dei lavori è stato dato ieri dal sindaco e presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli che si è concesso una visita negli storici locali di via dei Servi.

«Nel prossimo agosto - spiega Muzzarelli - riconsegneremo la sede del Venturi agli studenti, ai professori e alla città intera. Abbiamo lavorato in piena sinergia istituzionale e andremo avanti durante tutto l’inverno, facendo un gioco di squadra. Siamo soddisfatti, perché come ho già ricordato in Provincia mancano circa 60 milioni di euro: andiamo avanti con le risorse che abbiamo soprattutto per le scuole e le strade. Abbiamo a questo proposito da fare nuovi investimenti su vie importanti come la Pedemontana, la Cispadana, la Complanarina».

Come direttrice dei lavori del cantiere è stata individuata la funzionaria provinciale Annalisa Vita: «Questo edificio - spiega - aveva già molti problemi prima del sisma del 2012. Ora posizioneremo 250 catene per evitare il ribaltamento delle facciate e posizioneremo anche molta fibra di carbonio oltre ad adeguare i sistemi e a migliorare il trattamento dell’aria».

Chi, visitando l’ex Collegio dei Gesuiti nato nel Seicento, si aspettava danni ingenti, muri pericolanti e scale non agibili ha dovuto ricredersi. I danni del sisma sullo storico edificio sono stati di notevole entità come certificato dai tecnici - anche se poco visibili - ma lo stabile era molto “malato” anche in precedenza. Si tratta di una scuola importante che le amministrazioni dirette da Gian Carlo Muzzarelli ha voluto mantenere in centro storico. In precedenza, infatti, sia il Venturi che l’altrettanto storico liceo musicale Sigonio avrebbero dovuto andare in edifici nuovi in periferia. L’ex collegio Venturi era già stato ristrutturato nel 1996, soprattutto per quanto riguarda il cortile dei Melograni e quello centrale. Ma la scuola è importante, visto tra l’altro che gli studenti con il cambio di “status” da istituto a liceo ha portato a una crescita di un terzo degli studenti in sette anni. All’interno gli ampi spazi si presentano tutto sommato stabili, con scritte e graffiti in tutte le sale, bellissimi spazi a capriate in legno e una scala settecentesca che ha retto alle forti scosse di cinque anni fa.

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