Ant: «Cure palliative solo a un malato su due»
di Gabriele Farina
L’associazione contro l’Ausl: «Non ci vogliono ascoltare, questa assistenza è fondamentale». Nell’ultimo anno 416mila euro donati, reinvestiti la metà
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«L’Asl di Modena ancora non ci ascolta per le cure palliative: perché?». Torna alla carica Raffaella Pannuti, presidente nazionale della Fondazione Ant. La numero uno della Onlus introduce il tema all’anteprima del convegno “Impresa e famiglia tra prima e dopo”, previsto venerdì all’auditorium Biagi. «A Modena beneficiano delle cure palliative solo il 52% dei pazienti – dichiara Pannuti, citando un report regionale del 2016 – mentre a Bologna la percentuale sale al 70%». Il dossier si chiama “L’assistenza nel fine vita in oncologia” e permette di andare più a fondo con le cifre. Si apprende così che il territorio di Modena raggiunge livelli record per assistenza domiciliare integrata offerta in esclusiva (40,9%) negli ultimi trenta giorni di vita. Per il 3,2% dei casi (ed è un primato negativo) l’assistenza domiciliare integrata è alternata una fase in hospice. Nel 6,4% delle circostanze (secondo riferimento più basso dopo Reggio) si fa soltanto ricorso all’assistenza in hospice. «All’elevato utilizzo di hospice e assistenza domiciliare integrata negli ultimi 30 giorni di vita corrispondono basse percentuali di pazienti deceduti in ospedale – è sottolineato nel rapporto – mentre al diminuire del ricorso alle cure palliative cresce in modo evidente il decesso intra-ricovero». Pannuti continua a domandare risposte all’azienda di Modena. «Nella percentuale dei decessi Bologna ha la frequenza inferiore ed è in costante riduzione dal 2013 al 2015 – prosegue il presidente nazionale, chiedendo di poter collaborare di più – mentre Modena e Ferrara presentano una frequenza significativamente superiore alla media». Per Ant bisogna fare di più, così come per i fondi derivanti dai testamenti dei privati, il tema trattato nel convegno di venerdì. I dati sono chiari: nel territorio di Modena ci sono stati lasciti e legati all’associazione per circa 50mila euro nel 2017. Dal 2010 a oggi, il totale è di 250mila euro. La Fondazione avverte un gap nazionale, trattato nello specifico da avvocati, notai e contabili nell’incontro (ad accesso libero) previsto dalle 9,30 alle 13,30 in largo Biagi 10. «Lo scorso anno abbiamo raccolto 416mila euro dalle donazioni – conclude Maria Concetta Pezzuoli, delegata Ant Modena – di cui abbiamo reinvestito il 56% nella nostra missione».
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