Droga, degrado e bivacchi Cà Sbarra terra di nessuno
di Alfonso Scibona
Gli imprenditori con sede nel quartiere hanno allertato le forze dell’ordine «C’è gente che spaccia. Le donne seguite da balordi che le importunano»
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Di giorno degrado con sporcizia, bottiglie rotte, cartacce, vomito, mozziconi di sigarette. Di sera è meglio girare alla larga. Questa la sintesi di quanto succede a Cà Sbarra, tra le vie Madrid, Atene, Stoccolma e Monaco.
«Da mesi abbiamo inviato segnalazioni in Comune, a sindaco e vice sindaco - dicono in coro alcuni imprenditori del posto - ma anche alla polizia municipale e alle forze dell'ordine. Il risultato è davanti agli occhi di tutti. Ogni giorno ci tocca pulire queste porcherie, ogni giorno abbiamo paura di lasciare le nostre auto per andare al lavoro, ogni giorno c'è paura, quella vera: e non parliamo della sera e dell’oscurità che alla fine del mese arriverà addirittura prima delle 18».
A proposito di questa fascia oraria, quando in generale cessa l'orario di lavoro negli uffici o diventa difficile uscire senza essere importunate. Il problema riguarda soprattutto le donne, prese di mira da tre o quattro individui, qualche volta anche di più, che bivaccano, gironzolano, spacciano.
C’è chi addirittura ha anticipato l'orario di uscita, per evitare di incontrare facce poco raccomandabili. Gente che durante la notte dorme sul posto. Se chiediamo alle persone una parola unica per rendere meglio la situazione, ci sentiamo rispondere “paura”. «“Abbiamo fatto decine di segnalazioni - rincara G.T., uno di coloro che più sta prendendo a cuore questa vicenda - ma le risposte tardano ad arrivare, ecco perché alcuni di noi hanno pensato di fare conoscere questo problema: speriamo serva».
Segnalazioni che vengono magari fatte girare ma il problema non si risolve con le carte, si risolve sul posto.
«Qualche volta la sera prima di chiudere - aggiunge T.I., un altro imprenditore che vuole rimanere anonimo - vediamo che arriva qualche auto di servizio di polizia municipale o carabinieri. Sinceramente, però, accendere i lampeggianti già alla rotonda non serve a nulla: questi soggetti scappano a nascondersi e non si fanno trovare». Ogni tanto qualcuno, in verità, viene sorpreso, come qualche tempo fa avvenne in via Stoccolma ma viene considerato dalla gente solo “uno spot”. Il resto, la quotidianità, quella che fa paura alle impiegate che devono lasciare la propria macchina in strada ed entrare a lavorare; quella di chi deve chiudere l'attività la sera, magari nel semibuio della zona; quella di chi vuole lasciare l'auto nei pressi delle poche attività di ristoro del direzionale, fa vivere tutti con un senso di insicurezza superiore alla norma.
«Da mesi abbiamo inviato segnalazioni in Comune, a sindaco e vice sindaco - dicono in coro alcuni imprenditori del posto - ma anche alla polizia municipale e alle forze dell'ordine. Il risultato è davanti agli occhi di tutti. Ogni giorno ci tocca pulire queste porcherie, ogni giorno abbiamo paura di lasciare le nostre auto per andare al lavoro, ogni giorno c'è paura, quella vera: e non parliamo della sera e dell’oscurità che alla fine del mese arriverà addirittura prima delle 18».
A proposito di questa fascia oraria, quando in generale cessa l'orario di lavoro negli uffici o diventa difficile uscire senza essere importunate. Il problema riguarda soprattutto le donne, prese di mira da tre o quattro individui, qualche volta anche di più, che bivaccano, gironzolano, spacciano.
C’è chi addirittura ha anticipato l'orario di uscita, per evitare di incontrare facce poco raccomandabili. Gente che durante la notte dorme sul posto. Se chiediamo alle persone una parola unica per rendere meglio la situazione, ci sentiamo rispondere “paura”. «“Abbiamo fatto decine di segnalazioni - rincara G.T., uno di coloro che più sta prendendo a cuore questa vicenda - ma le risposte tardano ad arrivare, ecco perché alcuni di noi hanno pensato di fare conoscere questo problema: speriamo serva».
Segnalazioni che vengono magari fatte girare ma il problema non si risolve con le carte, si risolve sul posto.
«Qualche volta la sera prima di chiudere - aggiunge T.I., un altro imprenditore che vuole rimanere anonimo - vediamo che arriva qualche auto di servizio di polizia municipale o carabinieri. Sinceramente, però, accendere i lampeggianti già alla rotonda non serve a nulla: questi soggetti scappano a nascondersi e non si fanno trovare». Ogni tanto qualcuno, in verità, viene sorpreso, come qualche tempo fa avvenne in via Stoccolma ma viene considerato dalla gente solo “uno spot”. Il resto, la quotidianità, quella che fa paura alle impiegate che devono lasciare la propria macchina in strada ed entrare a lavorare; quella di chi deve chiudere l'attività la sera, magari nel semibuio della zona; quella di chi vuole lasciare l'auto nei pressi delle poche attività di ristoro del direzionale, fa vivere tutti con un senso di insicurezza superiore alla norma.
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