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Modena, «Grillini analfabeti»: condannato socialista

Modena, «Grillini analfabeti»: condannato socialista

Esponente Psi insultò Ferraresi e Cinque Stelle su Facebook: sei mesi e risarcimento per diffamazione

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MODENA. Condannato per aver scritto su Facebook che i grillini sono “analfabeti, idioti, qualunquisti”. L’obiettivo della sua invettiva era l’onorevole finalese Vittorio Ferraresi del M5S, colpevole di aver indicato la ‘ndrangheta calabrese come autrice materiale dell’omicidio del giornalista napoletano Giancarlo Siani, quando è assodato che è stata la camorra. Ieri il giudice Pini Bentivoglio ha condannato l’autore delle offese – il socialista calabrese Scipione Roma - a sei mesi di carcere (pena sospesa) e al pagamento di un risarcimento da stabilirsi in sede civile oltre che a una provvisionale da 4mila euro da pagare immediatamente insieme con 2.2900 euro di spese legali.

Il post incriminato – costato al suo autore una causa per diffamazione aggrava a mezzo internet – era stato postato nel novembre 2015 da Roma su una pagina del Partito Socialista Italiano del suo paese in provincia di Cosenza e poco dopo ripostato nella pagina del Psi calabrese (Si parla del Psi di Nencini, alleato di Renzi e Gentiloni). La foto del deputato modenese “cinque stelle” era accompagnata da apprezzamenti pesati su un intervento di Ferrarsi in parlamento.

Il deputato “grillino” modenese era intervenuto in aula commemorando Giancarlo Siani, il giornalista napoletano ucciso dalla camorra nel 1985, ricordano che l’emergenza camorra era prioritaria come quella della ‘ndrangheta. Ferraresi sapeva di cosa parlava: aveva seguito la campagna in ricordo di Siani ed era in contato coi familiari.

Il riferimento alla mafia calabrese, secondo il socialista del tutto fuori luogo, ha dato la stura a una sua sequela di offese giudicate gravi non solo dal deputato ma anche dal gip che inizialmente aveva condannato il socialista.

Il commento di Roma su Facebook giocava sull’equivoco tra ‘ndrangheta e camorra: Roma sosteneva che secondo “tale” Vittorio Ferraresi, onorevole grillino, Siani era stato ucciso dalla ‘ndrangheta e concludeva la sua precisazione sul caso Siani con tre aggettivi: analfabeti idioti qualunquisti”.

Se per l’avvocato Fausto Gianelli, che assisteva Ferraresi come parte civile al processo, non ci sono dubbi sul significato denigratorio e diffamatorio del post, soprattutto nel suo finale, ieri la difesa condotta dall’avvocato bresciano Lorenzo Cinquepalme ha spiegato che i tre aggettivi, essendo al plurale, erano giudizi riferiti ai grillini in genere più che a ferraresi, soprattutto ai parlamentari.

Ferraresi, tramite l’avvocato Gianelli, ha ribattuto che l’affermazione ha leso gravemente il suo onore, tanto che dopo il post di Roma ha ricevuto numerose segnalazioni e chiamate di persone del Sud Italia che gli davano dell’ignorante per aver confuso camorra e ‘ndrangheta (mentre invece, come detto, aveva esteso il discorso dalla prima alla seconda). (c.g.)
 

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